L’obbedienza

Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato”. (Luca cap. 10,16) Pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono. ( Ebrei 5, 8-10) Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi, come chi ha da renderne conto; obbedite, perché facciano questo con gioia e non gemendo: ciò non sarebbe vantaggioso per voi. (Ebrei 13,17) Le Sacre Scritture del Nuovo Testamento, partendo dai Vangeli e sino all’Apocalisse, riportano numerosi brani (ne ho riportati alcuni) che illustrano l’obbedienza o la disobbedienza degli uomini nei confronti di Dio. Sappiamo bene che disobbedire o mancare di rispetto, ho peggio ancora calunniare il proprio vescovo ho i propri fratelli o chi quotidianamente ci vive accanto, è disobbedire totalmente a Dio e questo genera conseguenze. Cosa ci dice San Paolo a proposito: Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. Spesso la disobbedienza nasce dal fatto che si sospetta, si manca di carità nei confronti di qualcuno, si sospetta il tradimento, si comincia a pensare il male, fino a quando il pensiero si materializza nella mente e diviene una realtà per colui che disobbedisce e calunnia. Egli non cerca e non vuole nessuna prova per appurare se il suo pensiero è menzogna o verità, non vuole saperlo perché in fondo alla sua coscienza sa che quel pensiero non risponde a verità. Il Signore Cristo Gesù non vuole che in mezzo al Suo popolo ci siano disobbedienti e calunniatori, pertanto ci ha comandato che nella Chiesa non ci siano dubbi e perplessità su nessuno. Ci dice San Giovanni Apostolo: Figlioli, nessuno v’inganni. Chi pratica la giustizia è giusto com’egli è giusto. Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché il diavolo è peccatore fin dal principio. Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo. Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché un germe divino dimora in lui, e non può peccare perché è nato da Dio. Da questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chi non pratica la giustizia non è da Dio, né lo è chi non ama il suo fratello. Poiché questo è il messaggio che avete udito fin da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. Non come Caino, che era dal maligno e uccise il suo fratello. E per qual motivo l’uccise? Perché le opere sue erano malvage, mentre quelle di suo fratello erano giuste. (1Giov. 3,7-12) L’obbedienza ha come fondamenta l’Amore di Dio L’obbedienza è la nostra vita eterna” (Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (.Giov. 3, 16). L’obbedienza è la nostra risposta d’amore a Dio ed è un dono dello Spirito Santo risposta d’amore totale a Dio, dono dello Spirito Santo dato a coloro che stanno nella Grazia di Dio. Dunque l’obbedienza porta con se la salvezza, la grazia e la vita eterna. Secondo lo stato religioso di ciascuno di noi che sia , Diacono Monaco o Sacerdote l’obbedienza e dovuta come conseguenza del fatto che il vescovo ha la pienezza del sacerdozio sacramentale in quanto secondo le Parole del Salvatore i ci ha chiamati tutti all’obbedienza dei figli verso lo stesso Padre. La tradizione spirituale ortodossa considera l’obbedienza una grande virtù, Non obbedire al proprio vescovo significa uscire dalla Chiesa (Ignazio d’Antiochia) “E’ bello riconoscere Dio e il vescovo. Chi onora il vescovo viene onorato da Dio. Chi compie qualsiasi cosa di nascosto dal vescovo serve il demonio .

 

Ieromonaco Serafim Incitti

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