III Domenica di Quaresima della Santa Croce

Questa Domenica la terza della Quaresima , dedicata alla Santa Croce , Mons. Archimandrita Avondios insieme ai sacerdoti e fedeli hanno celebrato la Divina Liturgia presso la nostra comunità ortodossa al Lazzaretto. Alla fine della Divina Litrugia ,Rev. Padre Vitaly ha tenuto una omelia ricordando l’importanza del Digiuno e facendo riferimento al Santo Vangelo d’oggi.

La commemorazione  della terza Domenica di Quaresima è  strettamente parallela alle feste della Venerazione della Croce (14 settembre) e la Processione della Croce (1 agosto).Non solo la Domenica della Santa Croce ci prepara  per la commemorazione della crocifissione, ma ci ricorda anche che tutta la Quaresima è un periodo di contemplazione  della passione di Cristo e della Sua morte e resurezione. 

Come abbiamo “crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri” (Galati 5:24),  siamo mortificati in questi quaranta giorni del digiuno, la croce preziosa e vivificante si trova ora davanti a noi per rinfrescare le nostre anime e ci incoraggia in questa vita piena di fatica e delusione . La Croce ci ricorda la Passione di nostro Signore, e ci mete davanti  a noi il Suo esempio, ci incoraggia a seguirlo nella lotta e  nel sacrificio, in essa troviamo tutti  conforto e speranza. . In altre parole, dobbiamo sperimentare ciò che il Signore ha vissuto durante la sua Passione – di essere umili e silenziosi nel ascolto solo del rumore fato dai chiodi su Golgota . La Croce ci insegna che attraverso il dolore e la sofferenza vedremo il compimento delle nostre speranze: l’eredità celeste e la gloria eterna.

Egitto: morto Sua Santità Papa Shenuda, capo della Chiesa Ortodossa Copta. ETERNA MEMORIA!

      (ANSAmed) – IL CAIRO, 17 MAR – E’ morto stasera a 88 anni, dopo lunga malattia, il capo della Chiesa Copta d’Egitto, Papa Shenuda III. Papa Shenuda III, patriarca di San Marco e papa della chiesa copta ortodossa d’Egitto, era malato da molto tempo e l’anno scorso era stato anche alcuni mesi negli Stati Uniti per una terapia. Appena si e’ sparsa la notizia, un gran numero di cristiani egiziani, ma anche di musulmani, si e’ raccolta alla cattedrale di Abbasseya, presso la quale risiedeva papa Shenuda e dove e’ morto oggi pomeriggio. E’ la chiesa nella quale Giovanni Paolo II era andato in visita da lui il 24 febbraio 2000.

La morte del Papa della Chiesa copta punta ancora una volta i riflettori su questa minoranza che in Egitto conta circa otto milioni di persone, un’importante minoranza soggetta a pressioni crescenti e ripetuti attacchi.

I copti, presi di mira soprattutto dai salafiti, rappresentano il 10 per cento della popolazione egiziana, un gruppo dalle antichissime origini che rischia pero’ di essere spinto alla fuga e all’esodo.

Tra le ultime stragi quella ad ottobre dello scorso anno con 25 vittime. Almeno 21 i morti (45 secondo i copti) in un’altra mattanza nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio 2011, ad Alessandria d’Egitto in seguito ad un’esplosione, poco dopo la mezzanotte, davanti a una chiesa copto-ortodossa.

Furono invece 15 i morti, negli scontri tra copti e salafiti, il 7 maggio 2011 al Cairo.

Nel gennaio 2010, otto copti furono uccisi subito dopo la messa del Natale ortodosso nel villaggio meridionale di Nagaa Hamadi. Il responsabile dell’attacco, Hamam Kamuni, che aveva aperto il fuoco quella notte, e’ stato impiccato a ottobre 2011.

I copti sono presenti in tutto il Paese e in tutte le categorie sociali anche se loro si considerano fuori da alcuni settori come la giustizia, l’universita’ o le forze dell’ordine.

I primi monaci copti vissero in Egitto nel IV secolo e la chiesa copta e’ stata una delle chiese a soffrire di piu’ dell’avanzata araba nel Nordafrica.

Dopo il concilio Vaticano II, Chiesa cattolica e Chiesa copta hanno iniziato un cammino ecumenico di dialogo che ha portato nel 1973 al primo incontro, dopo quindici secoli di distanza tra le due chiese, tra papa Paolo VI e Shenuda III. Insieme decisero di iniziare un dialogo teologico, il cui frutto principale e’ stata la dichiarazione comune del 12 febbraio 1988. (ANSAmed).

Conversioni Ortodosse in Pakistan

Fonte: http://www.rocor.org.au

Nel l’ultimo tempo sentiamo notizie che arrivano da tutto il mondo sulle conversioni all’ortodossia . Leggendo questi giorni una notizia sull’apertura di una nuova chiesa ortodossa  russa in Pakistan, ho sentito una grande gioia e un sincero grazie a questo giovane sacerdote ortodosso della ROCOR del Patriarcato di Mosca. L’esempio di questo bravissimo sacerdote che per la fede non teme ne le persecuzioni ne la morte , ma testimonia la Santa Fede Ortodossa in un paese dove il cristianesimo e proibito. Grazie a Dio che ancora esistono esempi vivi di fede e testimonianza sincera di fede ortodossa. Grazie a voi nuovi fratelli cristiani che avete accettato nel vostro cuore Cristo come Dio e Salvatore unico. Grazie alla Chiesa Ortodossa Russa che si impegna nel diffondere con amore e carità la fede dei nostri padri , l’Ortodossia.

Mons. Rev. Avondios

With the blessing of His Eminence Metropolitan Hilarion and with the assistance of my former colleague the Very Reverend Father Mushtaq Andrews of the Church of Pakistan (Anglican), who sponsored me for the visa, I travelled to Pakistan to preach Orthodoxy to a group of individuals who were seeking Orthodoxy.

I arrived in the city of Sargodha and after a period of hotel arrest was released on the personal guarantee of a Catholic Member of Parliament in Pakistan, the Honorable Tahir Naveed Chaoudhary, who intervened on my behalf.   I arrived at the venue 6 hours late and started my homily which lasted 2.5 hours and was video recorded.

In my homily I spoke about pre-Christian times, God’s plan for salvation, Mary the Mother of God, her Virginity and Chastity, Christ and His mission, His death on the cross, the formation of the church, the apostles and their mission; Sts Ignatius and Cyprian on the role of the Bishop and the Church and the three fold ministry  of the Bishop, Priest and Deacon; the Seven Councils of the Church.  Then I came to Orthodoxy and explained what is Orthodoxy; the Fathers of the Church; the Bishops in Orthodoxy, Orthodox Mindset and humility; Icons, Fasting and praying, Worship; Differences between the West and East, the great Schism of 1054, Roman Catholicism and Orthodoxy, Anglicans and Orthodoxy, other Protestants and Orthodoxy, Biblical interpretations by the Protestants, the meaning of Great Lent in Orthodoxy and the same in the west how Christ is the victim in the west and the Victor in the East.

After my homily I baptized and christmated 174 in two services.  The service at night went on till midnight and the morning service till about 1 pm.  I also took in two former Roman Catholic Priests who have expressed their desire to serve the  Russian Church.

On my return to Australia, Vladyka formerly blessed the formation of the St Michael the Archangel Orthodox Mission in Pakistan under the canonical protection of the Australian and New Zealand Diocese of the Russian Orthodox Church outside Russia. I have been appointed as Spiritual Director of the Mission, based in Sydney. Cyril Amer Shahzad is appointed the Administrator in Pakistan.

Centro di assistenza sociale e di aiuto ( C.A.S.A)

   La nostra comunità ortodossa sta per concludere la finalità del progetto ONLUS C.A.S.A. (Centro di Assistenza, Sociale e di Aiuto) . Centro di spiritualità ortodossa ed ecumenica  e di assistenza umanitaria delle persone bisognose . Il centro sarà strutturato per varie attività di lavoro: prima  accoglienza degli immigrati , corsi di lingua italiana, assistenza giuridica e legale, assistenza temporanea ( vitto e alloggio) , assistenza spirituale agli immigranti provenienti dai paesi ortodossi, sostenimento per il periodo di regolarizzazione legale sul territorio italiano, assistenza alle ragazzi madri provenienti dalla strada .

Domenica del’Ortodossia

E’ la prima domenica della Grande Quaresima e si chiama così perchè vi si solenizza la festa della restituzione delle sacre immagini. In questo giorno si fa memoria del ripristino della dignità delle Icone e dell’onore che ad esse deve essere dato. Cioè vanno Venerate poichè solo Dio si Adora, ovvero si Adora il Cristo-Dio fattosi uomo rappresentato nelle icone. Quindi non le icone come oggetto creato. La vittoria dell’ortodossia sull’eresia iconoclasta (che negava anche la possibilità dell’esistenza delle immagini) avvenne in quello che la Storia chiama il VII Concilio Ecumenico, anche detto II Concilio di Nicea. In questo Concilio i Santi Padri non solo hanno condannato l’iconoclastia, ma hanno anche, ovviamente, confermato tutte le condanne delle varie dottrine eretiche affrontate nei precedenti Concilii Ecumenici e segnando la fine delle controversie teologiche e cristologiche.
L’11 marzo 843 ci fu la solenne liturgia di restaurazione in Santa Sofia in Costantinopoli e da allora si celebra la festa della Domenica dell’Ortodossia, prima domenica di Quaresima.