Monastero Ortodosso Lonato

La chiesa dei Morti della Selva sorge lungo la strada che da Padenghe porta a Bedizzole, in quella che fu la “selva” a nord di Drugolo, fu costruita nel perimetro dove c’era un lazzaretto che fino al 1445 accoglieva gli appestati di Drugolo e di Padenghe.

La Chiesa dei Morti della Selva venne in seguito sempre dalla famiglia Averoldi adibita a cimitero per gli stessi appestati del XVI e XVII secolo, successivamente, nel 1723 la chiesa, grazie sempre alla famiglia Averoldi, venne ricostruita con le linee attuali. Rimangono da vedere vari ex voto, una stele con croce del 1854 ed una seconda croce del 1888.

Il santuario fatto costruire dai conti Averoldi, signori di quelle terre, sopra un cimitero detto dei “Morti della selva”.

La denominazione risale ai tempi della violentissima peste che nel 1445 colpì la zona. Gli appestati venivano raccolti in un lazzaretto vicino a una selva e alla loro morte erano seppelliti in un piccolo campo nelle vicinanze. Su questo modesto cimitero gli Averoldi edificarono una cappella, poi trasformata nel 1723 in santuario con il nome di “Morti della Selva”.

Dopo quasi 50 anni di abbandono totale viene messa in salvo l’antica e storica chiesa dei Morti della Selva di Lonato. Grazie alla  Metropolia Ortodossa di Milano e Aquileia che, tramite un accordo con i proprietari, i Baroni Lanni Della Quara, e con la Benedizione del Metropolita Evloghios (+2019), nel 2011 Mons. Avondios, Vescovo titolare di Brescia, grazie a tantissimi benefattori italiani come Roberti Tiberio e la Sua famiglia, ma anche grazie al sostegno finanziario di tantissime alte famiglie italiane e rumene  hanno potuto riaprire e ridare alla vita la splendida chiesa chiusa da 50 anni. Questa splendida struttura edificata all’interno del lazzaretto, dove vennero raccolte le centinaia di vittime della spaventosa peste risalente 1445. Quell’epidemia anche detta “peste di Padenghe”, ma che colpì i comuni vicini, del Basso Garda.

Dopo il restauro degli interni e del parco cimitero adiacente alla chiesa e della casa Monastica alla presenza di tantissimi fedeli, la chiesa viene Riconsacrata il 10 novembre 2013, da Sua Eccellenza Vescovo Avondios, vescovi e sacerdoti , giorno in qui viene insediato il Primo Abate del Monastero Rev. Padre Diodor.

Su intervento della nobile famiglia degli Averoldi, il luogo fu adibito a cimitero per i morti di peste e nel 1575 passa sotto la giurisdizione della Parrocchia di Bedizzole. Nel 1723, sempre per intervento degli Averoldi, la chiesetta venne ricostruita nelle linee attuali. Un segno della devozione popolare sono gli ex voto e la stele sormontata da Croce, eretta nel 1854 da Angelo Serina di Lonato.

Un’altra croce, rinnovata nel 1888, e restaurata dai monaci ortodossi, ricorderebbe le quattro ragazze che nel 1800 circa per sfuggire alle soldataglie francesi si erano gettate in una buca di calce viva. Nel 1854, infine, alle spalle del santuario la devozione spinse gli abitanti del luogo a erigere una stele di marmo bianca sormontata da una croce, in ricordo dei morti della selva.

Ora il monastero ortodosso, uno dei pochi presenti nel Nord Italia, è una realtà ben radicata e i tre monaci che lo custodiscono celebrano tutti i giorni le loro liturgie: al mattino alle 9.30, il pomeriggio  alle 19.30 e la domenica alle 9.30.

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