III-a Domenica di Quaresima della Santa Croce

La III Domenica di Quaresima, nel rito bizantino, è detta “della Santa Croce” (τῆς Σταυροπροσκυνήσεως): essa infatti segna una svolta nel cammino quaresimale, essendovi situata esattamente a metà, e propone a meditare più attentamente il tema della Passione di Nostro Signore, venerando l’oggetto principe del Sacrificio, ovverosia la gloriosa Croce di Cristo. Per farlo, tuttavia, non viene dimenticato lo strettissimo legame che intercorre tra Passione e Risurrezione: molti tropari della liturgia odierna sono per esempio identici ai corrispettivi della Domenica di Pasqua. Persino il Canone del Mattutino di questa domenica, composto da Teodoro Studita, è una parafrasi di quello pasquale di san Giovanni Damasceno, addirittura cantato sullo stesso tono e condividendo il secondo tropario di ogni ode. In questa domenica dunque non prevalgono né gli aspetti penitenziali finora presenti negli uffici quaresimali, né la tristezza che caratterizzerà gli ultimi giorni che precedono la Passione di Nostro Signore, ma la gloria della Santa Croce e la gioia per ciò che Nostro Signore ci donò morendo su di essa, con costanti caratteri di esaltazione e adorazione del Sacro Legno, paragonabili a quelli della festa del 14 settembre.
Tale impostazione della liturgia di questa domenica è veramente molto antica, ed è attestata già nei manoscritti del IX-X secolo.

Così il monaco Nilo (nome religioso di Niceforo Callisto Xanthopoulos, vissuto nel XIV secolo), nei Sinassari quaresimali da lui composti, che sono generalmente inclusi nei libri liturgici, introduce la speciale commemorazione di questa domenica:

“Oggi celebriamo la festa della venerazione della preziosa e vivificante Croce: poiché durante i quaranta giorni di digiuno noi in qualche modo crocifiggiamo noi stessi, mettendo a morte le passioni che abbiamo in noi, e abbiamo una sensazione di amarezza a causa della nostra negligenza o del nostro scoraggiamento, ecco che viene esposta la vivificante Croce, per rianimarci e sostenerci, per incoraggiarci ricordandoci le Sofferenze del nostro Signore Gesù Cristo. Se il nostro Dio si è lasciato crocifiggere per noi, non dobbiamo forse fare altrettanto per lui? ….. Noi siamo come quelli che, percorrendo un lungo e aspro sentiero, si affaticano, e vedendo un albero frondoso si siedono un momento alla sua ombra e poi, come ringiovaniti, continuano il loro viaggio. Così oggi, in questo tempo di digiuno, di cammino difficile e di sforzo, la Croce vivificante fu piantata in mezzo a noi dai santi Padri per procurarci riposo e ristoro, per renderci leggeri e coraggiosi in vista del compito che resta da fare… Questa settimana si trova nel mezzo della Quaresima, ed è paragonata alle acque di Mara a causa della contrizione, dello scoramento e dell’amarezza prodotte in noi dal digiuno: come quando il divino Mosè gettò il suo bastone in mezzo alla sorgente per addolcirne le acque, o come quando Dio ci ha salvato spiritualmente dal Mar Rosso e dal Faraone, così il legno della preziosa e vivificante Croce addolcisce l’amarezza di un digiuno di quaranta giorni e ci consola per questa nuova traversata del deserto, fino a giungere alla Gerusalemme mistica attraverso la sua risurrezione. E poiché la Croce è per noi l’albero della vita, piantato nel paradiso, i santi Padri l’hanno giustamente piantata nel mezzo della santa Quaresima, ricordandoci ad un tempo l’avidità di Adamo e come questa fu annullata per mezzo del nuovo albero, gustando il quale noi non moriamo più, ma siamo tenuti in vita”. 
Venite fedeli, prostriamoci davanti al legno vivificante sul quale Cristo, il re della gloria, stese liberamente le sue mani per elevarci fino alla nostra antica felicità, della quale eravamo stati privati dal nemico, per una amara voluttà che ci aveva esiliato da Dio. Venite, fedeli, prostriamoci davanti al legno che ci permette di calpestare le testa del nemico invisibile. Venite, famiglie delle genti tutte, veneriamo con inni la Croce del Signore. Rallegratevi, perfetta redenzione della colpa di Adamo, in Voi i nostri sovrani fedeli si gloriano, come della Vostra potenza, assoggettando con forza il popolo degl’Ismaeliti; rallegratevi, Croce venerabile; pieni di timore, Vi abbracciamo glorificando il nostro Dio e dicendogli: Signore, Voi che foste inchiodato sulla croce, abbiate pietà di noi nella Vostra bontà e nel Vostro amore per gli uomini”.

Una risposta a "III-a Domenica di Quaresima della Santa Croce"

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  1. LA DOMENICA DELLA “SANTA CROCE” E’ STATA MOMENTO IMPRESCINDIBILE NEL CAMMINO VERSO LA RESURREZIONE, LA LUCE DELLA PASQUA. IL METROPOLITA S. E. + AVONDIOS ACCOMPAGNA IL POPOLO CON LA SUA DOLCEZZA, LA SUA SICUREZZA E LO SPLENDORE DELLA VERA LITURGIA DELLA “CHIESA”, IL RITO BIZANTINO. COME IL CRISTO, IL VERO SACERDOS DEVE ESSERE AMOREVOLE, MA FERMO NELLA SUA “ORTODOSSIA”, AMARE TUTTI, MA NON CONCEDERE TUTTO. AD ALCUNE COSE CRISTO DICE NO!…. CON AMORE, NON CON ODIO, MA IL SUO RIFIUTO E’ SECCO. CRISTO ROVESCIAVA TAVOLI, MANGIAVA CON PROSTITUTE….DIMENTICHIAMO IL FALSO CRISTO CHE E’ DEBOLE NELLA SUA BONTA’!!! CRISTO DIO NEI VANGELI E’ IL PIU’ FORTE E DETERMINATO DEGLI UOMINI, MA DOLCE, MISERICORDIOSO, AMABILE, GENTILE, APERTO…. COSI’ DOVREBBE ESSERE IL GRANDE SACERDOTE…COSI’ DOVREMMO ESSERE TUTTI!!! GRAZIE ALLA METROPOLIA DI AQUILEIA !!! BUONA DOMENICA DELLA SANTA CROCE A TUTTI !!! DARIO MASSIMILIANO CELLA – MILANO –

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