La Grande Quaresima della Pasqua 11 marzo 2019

Dal Lunedì detto puro – 7° settimana prima di Pasqua, al Sabato Santo, periodo nel quale si osserva digiuno stretto dal Lunedì al Venerdì inclusi. Si può consumare olio, margarina vegetale e vino il Sabato, la Domenica, eccetto il Sabato Santo.

Le sole eccezioni alla regola sono le seguenti feste, nelle quali si può consumare olio, margarina vegetale e vino, salvo se cadono durante la 1° settimana di Quaresima o durante la Settimana Santa.

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Questo breve commento della Grande Quaresima si rivolge a quanti  e sono numerosi ai nostri giorni  aspirano a una più profonda comprensione della tradizione liturgica della Chiesa la sua partecipazione più cosciente della sua vita.

Il pentimento come ben sappiamo, è l’inizio e la condizione di un’autentica vita Cristiana. La prima di Cristo, quando cominciò a predicare, fu “ Pentitevi “ (MT. 4,17). Ma che cos’è il pentimento?

Nell’agitazione della nostra vita quotidiana non abbiamo il tempo e arriviamo tranquillamente alla conclusione che tutto ciò che siamo tenuti a fare durante la Quaresima consiste dall’astenerci da certi alimenti, nel limitare i divertimenti, sull’andare a confessarci sul ricevere l’assoluzione dal Presbitero, nell’accostarci alla Santa Comunione, ritenerci così perfettamente in regola fino all’anno successivo.

Eppure una ragione ci deve essere se la Chiesa ha fissato sette settimane come tempo speciale riservato alla penitenza e se ci invita ad uno sforzo spirituale lungo e sostenuto: tutto questo certamente deve riguardare me, la mia fede, la mia vita, la mia appartenenza stessa alla Chiesa.

Il mio primo dovere non è allora quello di cercare di comprendere l’insegnamento della mia Chiesa sulla Quaresima, di sforzarmi di essere un Cristiano Ortodosso non soltanto di nome ma anche nella vita?

Alle domande: che cos’è il pentimento? Perché ne abbiamo bisogno? Come praticarlo? La grande quaresima!

I periodi di Quaresima durante l’anno Cristiano Liturgico ci danno una risposta.

La Quaresima, costituisce davvero una scuola di pentimento cui ogni cristiano deve andare ogni anno per approfondire la propria fede, riconsiderare la propria vita e, per quanto possibile, cambiarla.

E’ un meraviglioso Pellegrinaggio alla sorgente stessa della fede Ortodossa, una riscoperta del modo di vivere Ortodosso.

Proprio attraverso le forme e lo spirito della sua liturgia Quaresimale la Chiesa ci trasmette il senso di questa stagione unica.

Questa breve spiegazione del senso della Quaresima si basa quindi principalmente, anche se non esclusivamente, sugli uffici Divini Quaresimali.

Ci auguriamo che ognuno possa scoprire lui stesso che niente al mondo è così bello e profondo, così ispirato e ispirante quanto ciò che la Chiesa, nostra Madre, ci rivela e ci dona con libertà quando entriamo nella stagione benedetta della “ Primavera Quaresimale “.

Le Domeniche di Quaresima  

Ogni Domenica di Quaresima ha due temi, due significati. Da una parte, ciascuna Domenica appartiene ad una serie sulla quale si manifestano il ritorno e le “dialettiche” spirituali della Quaresima. Dall’altra, nel corso dello sviluppo storico della Chiesa, quasi ogni singola Domenica di Quaresima ha acquistato un secondo tema.

Così, nella prima Domenica la Chiesa celebra il trionfo dell’Ortodossia, che commemora la vittoria sull’Iconoclastia ed il ristabilimento del la venerazione delle Icone a Costantinopoli nel 843. Il legame di questa celebrazione con la Quaresima è puramente storico: il primo trionfo dell’Ortodossia ebbe luogo in questa Domenica particolare. Lo stesso si dica per la commemorazione di S. Gregorio Palamas, la seconda Domenica di Quaresima.

La condanna dei nemici del Santo e la difesa dei suoi insegnamenti da parte della Chiesa, nel XVI secolo, furono acclamate come un secondo trionfo dell’Ortodossia e per questo motivo una celebrazione annuale fu prescritta per la seconda domenica di Quaresima.

Significative ed importanti come sono di per se, queste commemorazioni sono indipendenti dalla Quaresima in quanto tale, noi le tralasciamo, dato che non rientrano nella prospettiva di quest’opera. Meglio “integrati” sulla Quaresima sono le com-memorazioni di S. Giovanni Climaco, la quarta Domenica, e di S. Maria Egiziaca, la quinta Domenica

In questi due Santi la Chiesa vede gli Araldi ed i Testimoni massimi dell’ascetismo Cristiano :  S. Giovanni è colui che ha espresso i principi dell’ascetismo nei suoi scritti, S. Maria nella sua vita in loro commemorazione durante la seconda metà della Quaresima mira evidentemente ad incoraggiare ed ispirare i credenti impegnati nella lotta mediante lo sforzo spirituale quaresimale. L’ascetismo è da praticare e non soltanto da commemorare, e la commemorazione di questi due Santi è in vista del nostro sforzo personale.

C’è un legame tra Quaresima e Battesimo, e cioè, il significato della Quaresima come preparazione al Battesimo.  

Il tema della prima Domenica.

Dopo aver fatto menzione dei giusti dell’Antico Testamento, l’Epistola (Eb 11,24-26. 32-40; 1-2) conclude: ……. Eppure, tutti costoro, pur avendo ricevuto per la loro fede una buona testimonianza, non conseguirono la promessa, avendo Dio predisposto qualcosa di meglio per noi…….

Di che si tratta? La risposta c’è data dalla lettura dell’Evangelo (Gv 1,43-51) della prima Domenica:

“ Vedrai cose maggiori di queste! In verità in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli Angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’Uomo “.

Il che vuol dire: voi, Catecumeni, voi che credete in Cristo, voi che chiedete d’essere Battezzati, che vi state preparando alla Pasqua, voi vedrete l’inaugurazione dei tempi nuovi, il compimento di tutte le promesse, la manifestazione del Regno. Ma vedrete questo solo se credete e vi pentite, se cambiate la vostra mentalità, se ne avete il desiderio e ne accettate lo sforzo.

Questo ci viene ricordato nella lettura della seconda Domenica (Eb 1,10 – 2,3): … e questo bisogna che ci applichiamo con maggiore impegno alle cose udite, per non essere sospinto fuori rotta ……. Come potremo noi sottrarci al castigo se trascuriamo una salvezza così grande? ..

Nella lettura del Vangelo di questa seconda Domenica

( Mc. 2,1 – 12), l’immagine di questo sforzo e di questo desiderio ci è dato dal paralitico, portato a Cristo attraverso il tetto: …… Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: “ Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati “.

Nella terza Domenica – la Domenica della Croce –

fa la sua apparizione il tema della Croce, e ci viene detto (Mc 8,34 – 9,1): …..” A che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria Anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria Anima? “.

A partire da questa Domenica, le letture tratte dalle Epistole degli Ebrei cominciano a rivelarci il significato del sacrificio di Cristo, per il quale noi abbiamo accesso “all’interno del Santuario, al di la del velo” cioè nel Santo dei Santi del Regno di Dio (Cfr. Terza Domenica : Eb 4,14 – 5,6 ; quarta Domenica : Eb 6,13 – 20; quinta Domenica Eb 9,11 – 14 quinta Domenica Eb 9,11 – 14 , mentre le letture tratte dal Vangelo di Marco la passione volontaria di Cristo.

Il Figlio dell’Uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno  (Mc 9,17 – 34 quarta Domenica) e la sua Resurrezione: …… Ma dopo tre giorni resusciterà …..(Mc 10,32 – 45, quinta Domenica).

La catechesi la preparazione al grande mistero volge al termine, l’ora decisiva dell’ingresso dell’uomo nella morte e risurrezione di Cristo si fa vicina..

Oggi la Quaresima non è più la preparazione dei Catecumeni ed al Battesimo; ma, benché Battezzato e Cresimato, non siamo noi in un certo senso “Catecumeni” ? O piuttosto, noi lo dobbiamo ridiventare ogni anno? Non ci allontaniamo forse ripetutamente dal grande mistero di cui siamo stati fatti partecipi ? Non abbiamo bisogno nella nostra vita – che è un costante estraniarci da Cristo e dal suo Regno – di fare, ogni giorno, questo viaggio di ritorno alle radici della nostra fede Cristiana ?  

La metà Quaresima. 

Terza Domenica – Domenica della venerazione della Croce – In Quaresima è la nostra Autocrocifissione, la nostra esperienza, per quanto limitata, dal comandamento di Cristo che abbiamo ascoltato nelle letture evangeliche di questa Domenica :

……………..“ Se qualcuno vuole venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua Croce e mi segua “ (Mc 8,34). ……… Perché la croce è detta l’albero della vita, è l’albero che fu piantato nel Paradiso ; per questo motivo i nostri Padri l’hanno piantata nel mezzo della Santa Quaresima, ricordandoci che un tempo la beatitudine di Adamo e come lui ne fu privato, ricordandoci anche che, comunicando a questo albero, noi non moriamo più, ma siamo tenuti in vita. ……..

In Lazzaro, Cristo già ti distrugge, o morte !

E dov’è, o inferno, la tua vittoria….. ?

Lo sforzo quaresimale ci ha resi capaci di tralasciare tutto ciò che abitualmente oscura in maniera consistente l’oggetto centrale della nostra Fede, della nostra speranza e della nostra gioia. Concludendo: la Quaresima è un tempo propizio per misurare il carattere incredibilmente superficiale dei nostri rapporti con gli uomini, con le cose e con il lavoro.

Infine la Quaresima è il tempo in cui dobbiamo controllare il nostro parlare.

Se dunque, come abbiamo detto subito all’inizio, la Quaresima è per l’uomo la risposta alla propria Fede, essa è per lui anche la riscoperta della vita, del suo significato divino della sua profondità sacra.

E’ perciò, che la notte di Pasqua cantiamo: oggi tutte le cose sono riempite di luce: il cielo, la terra e gli inferi.

Tutta la creazione celebra la risurrezione di Cristo ; in cui è il suo fondamento…. .Non deluderci in questa nostra speranza, o Amico degli uomini.

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