LA FESTA DELLA TRASFIGURAZIONE

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“Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso” (Sal 118,24). E ripetiamo con l’apostolo Pietro: “Signore! È bello per noi stare qui…” (Mt 17, 1).

La nostra unità viene riaffermata nella comune Divina Liturgia, il Sacramento dei Sacramenti. La Santa Eucaristia è una chiara dimostrazione della nostra unità, mostra la ricchezza spirituale dell’Ortodossia. Ricevendo il Santo Corpo e Sangue del Signore nostro Gesù Cristo, noi ci uniamo gli uni agli altri e diventiamo membri indivisibili dell’unico corpo divino-umano della Santa Chiesa, il cui capo è Gesù Cristo. Questa unità non può essere infranta da nessuno. In essa troviamo la pienezza della nostra vita, il dono più alto di Dio, al quale Satana cerca di opporsi in molte manifestazioni del mondo moderno.

Santità! L’umanità moderna si trova ad affrontare numerose sfide, è afflitta da guerre, conflitti, dal terrorismo, da fenomeni patologici, dall’avversione alla vita spirituale, la crisi economica, la negazione di Dio e la lotta contro di Lui.

La dottrina di Cristo, l’insegnamento dei Padri, la Sacra Tradizione possono essere orientamenti per l’umanità moderna. Gesù Cristo e il Suo insegnamento non sono suscettibili di modifica, poiché Egli è sempre lo stesso, ieri, oggi e sempre (Ef 3,18).

Noi ortodossi restiamo fedeli alla dottrina dei Santi Padri sulla vita. L’Ortodossia è una sorta di filosofia spirituale, che santifica tutto il cosmo, iniziando con l’uomo che è un cosmo in miniatura.

Che cosa è accaduto sul monte Tabor il giorno della Trasfigurazione? L’evento della Trasfigurazione è paragonabile all’evento avvenuto sul Monte Sinai, quando Dio apparve a Mosè e gli diede le tavole della legge. Sul Tabor Dio ci ha mostrato visibilmente la sua grazia, la sua potenza. Questo è ciò che l’apostolo Giovanni il Teologo dice all’inizio del suo Vangelo: “La legge fu data per mezzo di Mosè, ma la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo (Gv 1, 17). Quello che è successo sul Tabor ci mostra che cosa sono l’energia divina e la grazia di Dio. Questo potere di Dio trasforma il corpo umano di Gesù che comincia a brillare di una luce che gli apostoli paragonano al bagliore della neve sulla cima di una montagna. Questo bagliore, questa forza dell’energia, che si riversa sul mondo dal corpo glorificato del Salvatore, è visibile agli apostoli. Essi si prostrano colpiti dalla grandezza di ciò che vedono. Questo è veramente un fenomeno della grazia di Dio nella storia umana.

La grazia di Dio si è resa visibile non solo attraverso la persona di Gesù Cristo. Molte antiche icone ci trasmettono in modo notevole il mistero della grazia divina del Tabor. Vediamo in esse il corpo glorificato del Salvatore, e da esso provengono i raggi che penetrano il mondo e il cosmo: le montagne e gli alberi, e tutto l’universo, e ciò è un grande simbolo di che cos’è la grazia divina, e di che cosa essa compie nell’universo e nella vita umana.

La Parola di Dio ci insegna che è la potenza della grazia ad aver compiuto la salvezza dell’uomo. “Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene” (Ef 2, 8-9), ci insegna l’apostolo Paolo. La grazia di Dio, in risposta alla fede dell’uomo, lo salva e trasforma il mondo che ci circonda. Dal corpo umano del Salvatore i raggi della grazia si estendono a tutto il cosmo. Ciò significa che la fede di una persona ha un ruolo e un significato nel processo di trasformazione che Dio opera nei confronti di tutta la creazione, perché la grazia è donata in risposta alla fede.

Sappiamo che nella storia ci sono state discussioni circa il posto della fede e quello della grazia nell’economia della salvezza. Io vi offrirò un’immagine che credo possa aiutarci a comprendere l’interazione del mistero della grazia divina e della fede umana. Questa immagine è il veliero. Una barca può avere delle ottime vele, ma non si muove se queste vele non si orientano correttamente per accogliere la forza del vento. Così anche l’uomo, se non accoglie la potenza della grazia divina, non può muoversi, non avanza sulla via della salvezza, non raggiunge il regno di Dio.

E così il nostro compito è quello di aprirci, grazie alla fede, all’azione della grazia, diventare una vela che si riempie del vento divino per portarci nel regno dei cieli.

Se il mondo viene trasformato dalla grazia di Dio attraverso l’uomo, che cosa significa questo per noi, seguaci del nostro Signore e Salvatore? Questo significa che la nostra missione è quella di promuovere l’azione della grazia di Dio in tutta la creazione. Questo è il motivo per cui un cristiano non può limitare l’espressione della sua religiosità alla sola vita personale o familiare. Egli non può realizzare la sua fede se si rinchiude in un ghetto. E’ solo motivando le proprie azioni con le sue convinzioni cristiane nella vita personale, familiare e sociale, che il cristiano partecipa alla trasformazione del mondo che lo circonda con la forza della grazia divina.

Su questo si basa la nostra partecipazione alla vita del mondo, della società, allo sviluppo e al miglioramento della cultura umana. E il giorno della festa della Trasfigurazione di Nostro Signore ci insegna che nessuno sviluppo, compreso quello pubblico, non può portare l’umanità alla salvezza e alla prosperità senza la grazia divina.