Dormizione della Vergine Maria

 LA NOSTRA MADRE LA SANTA VERGINE

Non vi è una donna sulla quale i profeti abbiano profetato, né della quale la Santa Bibbia si sia occupata tanto come la Vergine Maria… Vi sono numerosi simboli di lei nell’Antico Testamento. Nel Nuovo Testamento, inoltre, ci sono la sua biografia, la sua lode ed i miracoli.
Quante sono le espressioni di gloria e le contemplazioni della Vergine citate nei libri dei padri! Quanto sono ripieni di lode i titoli con i quali la Chiesa la nomina, ispirati dallo Spirito della Santa Bibbia!…

Ella è la madre di noi tutti, la nostra Signora, l’orgoglio della nostra stirpe, la regina seduta alla destra del Re, la Vergine perpetua, la pura, la piena di grazia, la santa Maria, la potente e compassionevole madre che ci aiuta, la madre della Luce, la madre di misericordia e salvezza, la vera vigna.

Maria è colei che la Chiesa innalza sopra il rango degli arcangeli, perché possiamo dire di lei negli inni e cantici a lei dedicati: O Maria, sei stata elevata al di sopra dei cherubini, e sei diventata più eccelsa dei serafini, O Maria.
Maria, che fu allevata nel tempio, e visse la vita di preghiera e contemplazione fin dalla sua infanzia, e che fu il vaso sacro che il Signore scelse per la sua incarnazione.

Per tante generazioni abbiamo aspettato, “ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna” (Gal 4,4).
Ella ha rimosso la vergogna di Eva, e ha salvato la riputazione delle donne dopo il peccato.
Ella è la madre di Dio, in perpetua virginità.

Ella è la Vergine che venne nel nostro paese durante l’infanzia di Cristo, e abitò per anni nella nostra terra, santificandola e benedicendola.
Ella è la Vergine che apparve a Zeitoun 32 anni fa, e attirò i sentimenti delle moltitudini colla sua luce, la sua apparizione e la visita che ci fece.

Ella è la Vergine che fa miracoli in tanti luoghi, ove celebriamo le sue feste. Le storie dei suoi miracoli sono innumerevoli… La Vergine non è per noi una straniera, perché è profondamente assimilata all’esperienza di fede dei Copti, che provano per lei speciali sentimenti ed emozioni. Quanto grande onore per il nostro paese, l’essere stato visitato in tempi remoti da nostra Signora la Vergine! Quale grande onore ci fece la nostra Signora, nell’apparire tra le sue cupole, tanti anni fa! Non vi è tra gli esseri umani una persona che i cristiani abbiano amato tanto come la nostra Signora la Vergine Maria.

La maggioranza delle chiese d’Egitto celebrano la sua festa. Nei riti, quanti sono le felicitazioni, i cantici, la venerazione, i salmi, le dossologie (benedizioni di gloria) che a lei si dedicano, specie nel mese di Kiahk! I cattolici hanno un mese a lei dedicato, chiamato mese di Maria…
Tra i monasteri dei monaci in Egitto, vi sono il monastero di El Baramous, il monastero di El Sourian, il monastero di El Moharrak, tutti dedicati al suo nome. Essi rappresentano un quarto del presente numero di monasteri.

C’è un monastero per monache che è dedicato al suo nome, in Haret Zuwalah, nel Cairo. Quanti sono i monasteri e le scuole dedicate a lei nelle chiese occidentali!

LE CHIESE PIÙ ANTICHE DEDICATE ALLA VERGINE

La chiesa più antica che fu costruita e dedicata al nome della Vergine nei tempi apostolici è la chiesa di Filippi. La chiesa più antica costruita e dedicata a lei in Egitto è del tempo del Papa Theonas, il XVI patriarca (anno 274 AD).
Tra le più conosciute delle sue chiese, c’è la chiesa del monastero El Moharrak, che fu inaugurato al tempo di Papa Teofilo (il XXIII Papa) all’inizio del quinto secolo, nel 6 del mese di Hator. Ricordiamo anche le chiese che sono state costruite nei posti che lei visitò in Egitto.

Per ricordare questa sua visita, abbiamo due chiese in Europa col nome della “Vergine di Zeitoun”; una è in Francia e l’altra a Vienna.

LA GRANDEZZA DELLA VERGINE

La grandezza della Vergine è stata decretata nel Sacro Concilio Ecumenico di Efeso, nell’anno 431 d.C. Duecento vescovi provenienti da tutto il mondo erano presenti. Essi formularono il preludio del Credo della Fede Cristiana, nel quale si dice: “Noi ti veneriamo, O madre della vera Luce, e ti glorifichiamo, o Santa Vergine Madre di Dio, perché tu ci hai partorito il Salvatore del mondo, che è venuto per liberare le nostre anime”. Su quali basi il Concilio Ecumenico formulò questo preludio? Questo lo spiegheremo adesso.
La Vergine è la santa benedetta, la cui benedizione è continua attraverso le generazioni, come si dice nel suo cantico: “D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata” (Lc 1,48).
La Chiesa chiama la Vergine col titolo di “Regina”. Questo è detto di lei nel salmo: “Alla tua destra la regina in ori di Ofir” (Sal 44,10). Ecco perché molti artisti dipingono la Vergine con una corona sulla sua testa, e lei è sempre nelle immagini alla destra di Cristo Signore.
La reverenza alla Vergine appare dal saluto dell’arcangelo Gabriele: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te… hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1,28,30). È una grazia speciale, della quale anche Santa Elisabetta rese testimonianza: “Ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” (Lc 1,42)
Santa Elisabetta si fece piccola davanti alla grandezza della Vergine, e parlò con la sensazione di essere indegna, nonostante sapesse che suo figlio sarebbe stato “grande davanti al Signore… Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia” (Lc 1,15-17). Lei disse: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?” (Lc 1,43).
Probabilmente, la prova più evidente della grandezza della Vergine e della sua posizione davanti agli occhi del Signore, è che non appena udì il suo saluto, Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo, ed il suo figlio sussultò di gioia nel suo grembo. La divina rivelazione dice riguardo a ciò: “Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo” (Lc 1,41).
È veramente di una grandezza meravigliosa, che il suo semplice saluto faccia riempire Elisabetta di Spirito Santo! Chi tra i santi può causare che un altro sia pieno di Spirito Santo col suo saluto?! Elisabetta rende testimonianza di questo dicendo: “Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo” (Lc 1,44).
Elisabetta fu piena di Spirito Santo per il saluto di Maria, e ottenne anche il dono della profezia e della rivelazione:
Così, lei seppe che quella era la madre del Signore, “colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”, e seppe anche che il sussulto del suo figlio nel grembo era stato a causa della gioia. Questa gioia, naturalmente, era perché nel grembo della Vergine c’era il Benedetto: “Benedetto il frutto del tuo grembo” (Lc 1,41-45).
La maestà della Vergine risplende brillantemente nella scelta del Signore, tra tutte le donne del mondo…
È l’unico essere umano che la divina Providenza aspettò per miliardi di anni, finché la trovò e giudicò degna dell’immenso onore che l’angelo Gabriele spiegò così: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,35).
La Vergine supera ogni donna nella sua eminenza.
Per questo motivo, la divina rivelazione dice di lei: «Molte figlie hanno compiuto cose eccellenti, ma tu le hai superate tutte!» (Prov 31,29). È probabile che il canto della chiesa sia stato preso da questo testo divino: “Molte donne hanno ottenuto onori, ma nessuna ne ha ottenuti tanti come te…” Questa Santa Vergine è stata nel pensiero e nella provvidenza di Dio fin dal principio.

Egli disse ai nostri protogenitori, nella salvezza loro promessa, che la stirpe della donna avrebbe schiacciato la testa del serpente (Gen 3,15). Questa donna è la Vergine, e la sua stirpe è Cristo, che ha schiacciato la testa del serpente nella Croce…

UNA VITA CIRCONDATA DI MIRACOLI

Nella vita della Vergine, i miracoli cominciarono prima della sua nascita, e continuarono dopo la sua morte. Tra essi ci sono:

1. Fu concepita per mezzo di un miracolo, da genitori sterili e dopo l’annunciazione di un angelo.
2. Il miracolo della sua promessa in matrimonio, in un modo divino che determinò chi sarebbe stato il suo sposo e chi si sarebbe preso cura di lei.
3. Il miracolo della sua concezione verginale di Cristo, e la continuazione della sua verginità dopo la nascita del Figlio.
4. Il miracolo della sua visita a Elisabetta, la quale, udendo la sua voce nel saluto, fu piena di Spirito Santo e sentì il figlio sussultare di gioia nel grembo.
5. Innumerevoli miracoli durante la sua visita in Egitto, tra cui la caduta degli idoli (Is 19,1).
6. Il primo miracolo del Signore a Cana di Galilea, che avvenne per la sua intercessione.
7. Il miracolo della dissoluzione del ferro, e la liberazione dell’apostolo Mattia, che accaddero per il suo intervento.
8. Il miracolo dell’accoglimento della sua anima da parte di Gesù, nell’ora della sua morte.
9. Il miracolo del colpire i Giudei, che Dio ha fatto quando essi vollero attaccare il cadavere della Vergine dopo la sua morte.
10. Il miracolo dell’assunzione del suo corpo in cielo.
11. I miracoli che sono avvenuti ovunque per sua mano, sui quali sono stati scritti interi libri.
12. Le sue apparizioni in tanti luoghi, e specialmente la sua meravigliosa apparizione nelle nostre chiese di Zeitoun e Papadopoulo.
I miracoli ancora avvengono ovunque, e avverranno come testimonianza dell’onore di questa Santa.

IL DIGIUNO DELLA VERGINE

La Chiesa celebra il digiuno di nostra Signora la Vergine cominciando ii 01/14 agosto e dura fino il 15/28 agosto secondo calendario giuliano  . È un digiuno nel quale la gente s’impegna assai, e che pratica con grande ascetismo. Alcuni perfino aumentano i giorni di digiuno, a motivo del grande amore che provano per la Vergine.

Il digiuno della Vergine è una occasione di rinascita spirituale nella maggioranza delle chiese.

Si prepara un programma spirituale di sermoni quotidiani, e in alcune chiese anche si celebrano messe ogni giorno, perfino in chiese che non sono dedicate alla Vergine.

LA SANTA VERGINE MARIA NELLA FEDE DELLA CHIESA

La Chiesa  Ortodossa Bizantina e Slava ma anche la Chiesa Cattolica Romana e la Chiesa Copta Ortodossa, Eritrea , Etiope e le Chiese Ortodosse Siriane  onora nostra Signora la Vergine come è dovuto, senza esagerazione, e senza sminuire la sua posizione.
1. Ella è, nella fede della Chiesa, la madre di Dio,
(Theotokos, in copto), e non la madre di “Cristo”, come sostenevano i Nestoriani, coloro che Cirillo di Alessandria ha combattuto, e che il Sacro Concilio Ecumenico di Efeso ha scomunicato.

2. La Chiesa crede che lo Spirito Santo ha santificato il grembo della Vergine durante la sua gravidanza del Cristo.
Questo secondo quanto l’angelo le aveva detto: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,35).

La santificazione del suo grembo per opera dello Spirito Santo, fa sì che colui che da lei è nato sia stato concepito senza l’impurità del peccato originale. Quanto alla Vergine, sua madre la concepì nel modo normale, e quindi lei disse nel suo inno: “Il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore” (Lc 1,47).

Per questo la Chiesa non è d’accordo nel credere che la Vergine sia stata concepita senza l’impurità del peccato originale, come sostengono i nostri fratelli cattolici.
3. La Chiesa crede nell’intercessione della Vergine.
La sua intercessione sta innanzi all’intercessione degli angeli e degli arcangeli, perché lei è la madre di Dio, la Regina alla destra del Re.

4. La Santa Bibbia chiama la Vergine “piena di grazia”.

È un peccato che la traduzione della Bibbia di Beyrouth in certo modo sminuisca la posizione della Vergine, traducendo questo epiteto come “altamente favorita”… Tutti gli esseri umani sono altamente favoriti, ma la Vergine è piena di grazia…tuttavia grazia non significa infallibilità.
5. La Chiesa crede nella perpetua virginità della Vergine.

L’unica eccezione a questa regola sono i nostri fratelli protestanti, che sostengono che la Vergine partorì altri figli dopo Cristo.
6. La Chiesa crede nell’ascensione della Vergine in cielo, e celebra questa festa il 16 Misra.

I SUOI TITOLI E SIMBOLI

A. Titoli riguardanti la sua grandezza e la sua relazione con Dio:
1. Diamo alla Vergine il titolo di “Regina alla destra del Re”.
In ciò richiamiamo le parole del salmo: “Alla tua destra la regina in ori di Ofir” (Sal 44,10). Ecco perché, nelle sue icone, è rappresentata alla destra di Cristo nostro Signore. E diciamo di Lei nella divina liturgia: “Signora e Regina di tutti noi…”
2. Diciamo anche: “Nostra madre la Santa Vergine”
Quando Cristo nostro Signore era sulla Croce, disse al suo discepolo il diletto San Giovanni: «Ecco tua madre!» (Gv 19,27).
3. La Vergine è anche paragonata alla scala di Giacobbe.
La scala che “poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo” (Gen 28,12), è il simbolo della Vergine che, nel dare alla luce Cristo, fece sì che gli abitanti della terra raggiungessero il cielo.
4. Ella venne anche chiamata “La sposa”
Ella è la vera sposa del Signore della Gloria. La parola del Signore nel salmo in lei si avverò: “Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza. Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui” (Sal 44,11-12). Ecco perché lei fu chiamata amica di Salomone, che è la Vergine nel Cantico dei Cantici.
Nel medesimo salmo: “La figlia del re è tutta splendore, gemme e tessuto d’oro è il suo vestito. È presentata al re in preziosi ricami” (Sal 44, 14,15).
5. Diamo a lei anche il nome di “bella colomba”

in ricordo della bella colomba che portò al nostro padre Noé un ramo di olivo, simbolo di pace, recandogli le buone notizie della discesa delle acque del diluvio (Gen 8, 11). Con questo nome, il sacerdote brucia incenso davanti alla sua icona quando esce dal santuario dicendo: “Ave, o Vergine Maria, bella colomba”.

La Vergine è paragonata alla colomba nella sua semplicità e purezza, e l’azione dello Spirito Santo in lei. Ella assomiglia alla colomba che portò le buone notizie della liberazione dalle acque del diluvio, perché portò la buona notizia della liberazione per mezzo di Cristo.
6. La Vergine viene anche paragonata alla nube

sia a causa della sua altezza, sia a causa della profezia sulla sua venuta in Egitto. Questo si menziona nel libro del profeta Isaia: “Oracolo sull’Egitto. Ecco, il Signore cavalca una nube leggera ed entra in Egitto. Crollano gli idoli d’Egitto davanti a lui e agli Egiziani vien meno il cuore nel petto” (Is 19,1).
La parola “nube” è un simbolo del Signore che verrà sulle nubi (Mt 16,27)

B. Titoli e simboli riguardanti la maternità di Cristo nostro Signore:
7. Uno dei titoli dei quali è fregiata la Vergine è “Theotokos”,
cioè “madre di Dio”. Questo titolo lo ha stabilito il Sacro Concilio Ecumenico di Efeso nell’anno 431 d.C. San Cirillo il Grande insistette su questo titolo come risposta a Nestorio…
Santa Elisabetta la chiamò con questo titolo: “La madre del mio Signore” (Lc 1,43).
8. Un altro dei suoi titoli è: “Il turibolo aureo”
Noi la chiamiamo “Te shury”, ossia “turibolo” in copto, e a volte “turibolo di Aronne”…Quanto al fuoco che ella contiene dentro di sé, il carbone simboleggia la natura umana di Cristo, e il fuoco la natura divina, come è stato detto nella Santa Bibbia: “il nostro Dio è un fuoco divoratore” (Eb 12,29).
Il turibolo simboleggia il grembo della Vergine, dove la divinità si unì all’umanità. Il turibolo aureo simboleggia la grandezza e la purezza della Vergine. Per la sua purezza e la sua santità, la chiamiamo nei suoi inni “turibolo aureo” (Te shury ennub, in copto).
9. La Vergine è anche chiamata “il secondo cielo”,
perché come il cielo è la dimora di Dio, la Vergine Maria è stata la dimora di Dio durante la sacra gravidanza.
10. La Vergine è anche chiamata “città di Dio”
La profezia del salmo si realizza in lei: “Di te si dicono cose stupende, città di Dio” (Sal 86,3). Oppure quanto si è detto di lei: “la città del gran Re”, o certe profezie pronunciate su Gerusalemme e Sion che anche si realizzano in lei, come quelle del salmo: “Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro è nato in essa e l’Altissimo la tiene salda» (Sal 86, 5).
11. Per questa qualità, ella è stata chiamata “la vigna dove si è trovato il frutto della vita”
cioè Cristo. La Chiesa chiede la sua intercessione con questo titolo nella preghiera dell’ora terza, dicendole: “Madre di Dio, tu sei la vera vigna che ha generato per noi il frutto della vita”.
12. Per questa qualità della sua maternità, ella ha altri titoli, tra i quali facciamo menzione di: “madre della vera luce”, considerando quanto è stato detto di Cristo nostro Signore, che egli è “la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9).
Allo stesso modo, è chiamata “lampada d’oro”, poiché porta la Luce. E anche “madre del Santo”, considerando che l’angelo, quando le annunciò la natività di Cristo, le disse: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,35).
“Madre del Salvatore”, perché Cristo nostro Signore è il salvatore del mondo, “Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,21).
13. Tra i suoi simboli c’è anche “il roveto che vide il profeta Mosè” (Es 3,2).
Diciamo nel cantico: “Il roveto che il profeta Mosè vide nel deserto è il simbolo della madre della Luce, che sia benedetta. Ella si è presa il fuoco della divinità nel grembo, senza subirne alcun

danno”. Si è detto del Signore che è “un fuoco divoratore” (Eb 12,29); il fuoco che brucia all’interno del roveto è un simbolo di lui, ed il roveto simboleggia la Vergine.
14. Tra i suoi simboli c’è anche “l’arca dell’alleanza”.
Questa arca era fatta di legno di acacia, che non può essere mangiato dagli insetti, ed era ricoperta d’oro all’interno e all’esterno (Es 25,10,22), come simbolo della purezza e la grandezza della Vergine. Le cose che erano dentro l’arca erano anche un simbolo di Cristo nostro Signore. Vi si conservavano “il vaso d’oro che conteneva la manna, il bastone di Aronne che era fiorito, e le tavole della Legge” (come simbolo della parola incarnata di Dio).

15. La Vergine è anche paragonata al vaso di manna

perché la manna è un simbolo di Cristo nostro Signore, essendo il pane vivo che è sceso dal cielo; chiunque mangi di questo pane vivrà per lui, che è anche il pane di vita (Gv 6, 32,48,49). Poiché Cristo Signore è paragonato alla manna, è possibile paragonare la Vergine al vaso che contiene il pane celeste.

16. La Vergine è anche paragonata al bastone di Aronne che germogliò,

il quale miracolosamente produsse germogli e fece sbocciare la vita (Nm 17,23), sebbene un bastone non abbia in sé la vita capace di far sbocciare fiori e produrre frutti. Questo simbolizza la verginità della Vergine, che non avrebbe potuto produrre frutto e dare la vita, ma miracolosamente diede alla luce un figlio. Ciò si commemora nell’inno domenicale.
17. La tenda del convegno (la cupola di Mosé).
La tenda del convegno fu il posto dove il Signore spesso veniva, e la Vergine è colei sulla quale il Signore venne. Dio manifestò il suo amore per il suo popolo in entrambe le occasioni. Per questo diciamo nel libro degli inni (Al Ipsalmodia): “Sei stata paragonata, O Vergine Maria, al tabernacolo che Mosè fece sul monte Sinai, dove c’era Dio”.
18. La Vergine è paragonata alla porta d’oriente.
La porta che vide il profeta Ezechiele, e della quale il Signore disse: “Questa porta rimarrà chiusa: non verrà aperta, nessuno vi passerà, perché c’è passato il Signore, Dio d’Israele. Perciò resterà chiusa” (Ez 44,1-2). Il profeta vide la gloria del Signore nella porta d’oriente, e la casa fu piena di essa (Ez 43,4). Questo simbolizza la virginità della Vergine, che proveniva dai paesi dell’Est, e la cui virginità restò intatta.
Essendo la porta d’oriente, ella fu chiamata:
19. La porta della vita, la porta della liberazione:
Si dice della nostra Signora la Vergine nel libro di Ezechiele: “Ma il principe, il principe siederà in essa per cibarsi davanti al Signore; entrerà dal vestibolo della porta e di lì uscirà” (Ez 44,3)
Siccome il Signore è la vita, allora egli è la porta della vita. Il Signore disse: “Io sono la risurrezione e la vita”. Per questo la Vergine è la porta della vita, la porta dalla quale uscì il Signore, per dare la vita a tutti coloro che credono a lui…
Non è sorprendente che chiamiamo la Vergine “porta”, perché anche la Chiesa fu chiamata “porta”. Il nostro padre Giacobbe disse di Bethel: «Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo» (Gen 28,17).
20. Ella fu paragonata al “Santo dei Santi”
ove il sommo sacerdote entrava una volta all’anno a domandare perdono per tutto il popolo. Il Signore della gloria scese una volta sulla Vergine per la redenzione di tutto il mondo.

LE VIRTÙ DELLA VERGINE La vita di umiltà

L’umiltà era una condizione fondamentale in colei dalla quale sarebbe nato il Signore della Gloria.
Era indispensabile che egli nascesse da una persona umile, che fosse in grado di sopportare la gloria della divina incarnazione, la gloria della venuta dello Spirito in lei, la gloria della natività del

Signore da lei, la gloria di tutte le generazioni che la chiamano beata e l’umiltà di Elisabetta al suo cospetto: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?” (Lc 1,43).
Allo stesso modo dovrebbe anche essere capace di sopportare la gloria di tutte le apparizioni angeliche, dell’adorazione dei Magi davanti al Figlio, del numero di miracoli che avvennero in Egitto per causa del Figlio, e la luce del Figlio nel suo grembo.

Per questo, “la pienezza del tempo” (Gal 4,4) aspettò questo essere umano dal quale è nato il figlio di Dio.
Questa umiltà si manifestò nella sua vita, come possiamo vedere:
L’angelo le annunciò che sarebbe stata la madre del Signore, ma lei rispose: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,38), cioè, la sua schiava.

La magnifica gloria a lei donata non fece sì che la sua umiltà diminuisse affatto. Fu infatti per questa sua umiltà che il Signore le concesse quella gloria, “perché ha guardato l’umiltà della sua serva” (Lc 1,48-49), e fece per lei grandi cose.
L’umiltà della Vergine si manifestò anche nel suo andare da Elisabetta per servirla, durante la sua gravidanza. Non appena udì che essa era incinta, al sesto mese, andò da lei affrontando un faticoso viaggio attraverso le montagne. Rimase con Elisabetta per tre mesi, finché si completarono i giorni del parto (Lc 1, 39,56). Fece questo pur essendo incinta del Signore della gloria.

Il non aver parlato della gloria della divina incarnazione è un segno della sua umiltà.

La vita di abbandono

Ella visse santa e pura nel tempio. Poi venne il tempo nel quale le fu detto di uscire dal tempio. Ella non protestò né fece obiezione, come invece fanno tante donne quando le leggi ecclesiastiche proibiscono loro di entrare in chiesa in certi periodi… ed esse protestano e discutono assai!
Ella voleva vivere senza sposarsi, ma le è stato ordinato di vivere sotto la custodia di un uomo, secondo il costume del tempo…

Non protestò ed accettò di vivere sotto la custodia di un uomo, così come aveva accettato di uscire dal tempio…
Visse una vita di abbandono, senza protestare, senza opporre resistenza, senza obiettare nulla, ma abbandonandosi tranquillamente alla volontà di Dio, senza discutere.

Ella era determinata a vivere una vita di verginità, e non pensò mai a divenire madre. Ma quando Dio volle che essa diventasse madre attraverso la venuta dello Spirito Santo su di lei (Lc 1,35), non discusse e rispose colla sua immortale frase: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,38). Per questo, Dio le concesse la maternità e preservò anche la sua virginità, ed ella divenne madre, una cosa che non aveva mai immaginato… a causa del suo abbandono, divenne la madre del Signore… è la più preziosa di tutte le maternità.
Le fu ordinato di andare in Egitto, e vi andò.
E poi le fu ordinato di tornare dall’Egitto, e tornò. Le fu ordinato di andare via da Betlemme e di vivere in Nazaret, ed ella partì e si stabilì a Nazaret.
Fu un essere umano calmo, che visse la propria vita di abbandono, senza discussioni. Per questo, l’Onnipotente fece in lei grandi cose, perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

La vita di sopportazione

Ella divenne orfana di entrambi i genitori quando aveva otto anni, e sopportò la vita di orfana. Visse nel tempio mentre era una bambina, e sopportò in quel luogo una vita di solitudine. Uscì dal tempio per vivere sotto la custodia di un falegname, e sopportò una vita di povertà. Poi diede alla luce il suo unico figlio, e siccome “non c’era posto per loro nell’albergo”, “lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia” (Lc 2,7). Sopportò anche questo… Sopportò ogni responsabilità, alla sua tenera età. Sopportò la magnifica gloria che la circondò, senza essere disturbata da pensieri di grandezza.

Non fu possibile per lei dichiarare che aveva partorito un figlio essendo vergine, dunque tacque e sopportò anche questo.
Ella soffrì nel faticoso viaggio in Egitto, e poi nel ritorno. Soffrì per essere stata scacciata di città in città, perché gli idoli cadevano davanti a Cristo (Is 19,1). Soffrì l’essere una povera straniera. Soffrì anche che una spada trafiggesse la sua anima (Lc 2,35) per causa di tutto ciò che capitò al suo figlio: le persecuzioni, gli insulti, e infine la sofferenza e la vergogna della croce…

La Vergine non si limitò a sopportare negativamente, ma visse nella gioia del Signore, come disse nel suo cantico: “Il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore” (Lc 1,47).

Fede senza proteste

Ella non protestò per nulla, in mezzo a tutte le sue sofferenze. Quando Erode minacciò di uccidere suo figlio, durante la fuga in Egitto, e durante le persecuzioni dei Giudei, non chiese che fine avesse fatto l’annuncio che suo figlio si sarebbe seduto a regnare sul trono di Davide suo padre, e che il suo regno non avrebbe avuto fine (Lc 1,32-33)!! Fu invece molto paziente, e come disse Elisabetta, “beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45).

Ella credette che “colui che nascerà sarebbe stato santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,35), pur essendo nato in un presepe. Tutto quanto lei credette fu realizzato per lei, mediante visioni, angeli che si presentarono al suo cospetto e miracoli che compì suo figlio. Credette a tutto, nonostante le persecuzioni alle quali fu esposta.

Credette mentre suo figlio era sulla croce, e potè vederlo dopo la sua risurrezione dai morti (Mt 28).

Silenzio, preghiera e meditazione

È stato Dio a fare in modo che rimanesse orfana e vivesse nel tempio.

Nel tempio, ella imparò la vita di solitudine e di silenzio, e ad impegnarsi nella preghiera e nella meditazione. Avendo perso l’amore e la tenerezza dei propri genitori, si occupò soltanto dell’amore di Dio.
Visse una vita di reclusione con preghiere, inni, letture della Santa Bibbia, studio e ripetizione a memoria di molti suoi passi, e salmi. Certamente il suo cantico a casa di Elisabetta è prova di ciò, perché la maggioranza dei suoi versetti sono stati tratti dai salmi e dalla Santa Bibbia.
Il silenzio divenne una delle caratteristiche della sua spiritualità.
Pur essendo stata presente agli eventi della natività, avendo visto cose meravigliose che probabilmente superano la capacità di sopportazione di una ragazza della sua tenera età, avendo assistito ai miracoli che la circondarono, e avendo sentito le parole di angeli, pastori e saggi dell’oriente… ella non parlò con superbia di questi eventi, ma “serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19).
La silenziosa meditazione della Vergine è una lezione per noi. Potessimo diventare come lei! Meditare molto e parlare poco.
Vedo, comunque, che quando arrivò per lei il tempo di parlare, ella divenne una fonte per la tradizione ecclesiale, per alcune cose che gli apostoli appresero da lei: i miracoli e gli eventi accaduti durante la fuga in Egitto, e la conversazione di Cristo coi saggi del tempio, quando era fanciullo (Lc 3, 46-47).

Altre virtù

Il Signore scelse questa povera bambina orfana per farla diventare la più importante donna che sia mai esistita. Ella possedeva in virtù le più grandi ricchezze.
Tra le sue virtù c’era la sua santità personale, la sua purezza e la sua verginità, la sua conoscenza spirituale, il suo servizio per gli altri e la sua maternità spirituale dei padri apostoli.

Se dovessimo parlare di tutte le sue virtù ci verrebbe a mancare il tempo.

LE BENEDIZIONI DELLA VERGINE

Oh, quanto sono numerose le benedizioni rivolte alla Vergine!

Si rivolgono nelle melodie della Chiesa, negli inni, nelle theotokie (lodi alla madre di Dio), nei cantici, nelle dossologie (lodi di benedizione), in ogni sua festa, nel libro di preghiere del mese di Kiahk, negli inni della Chiesa e nel libro della lode (Salmodia).
La Chiesa la menziona prima degli arcangeli quando cita i nome dell’assemblea dei santi, e durante le sue preghiere di intercessione. La Chiesa, nelle sue benedizioni della Vergine, realizza la profezia che ella fece nel suo inno:

“D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata”(Lc 1,48).
La Chiesa offre a lei incenso, e le presenta dei saluti. Numerosi sono gli inni che cominciano con l’espressione: “Salve Maria” (Shara na Maria, in copto), o gli inni che cominciano con l’espressione: “Gioisci, o Maria”, o l’inno dove il profeta Davide accarezza le dieci corde della sua chitarra e dice una benedizione per lei su ogni corda.
La menzioniamo nel libro delle preghiere quotidiane, durante la messa, e in tutti i libri della Chiesa:
Nel Sinassario, nel Difnar, nel Katamaras, nella Salmodia, e in tutti i libri di inni e responsori…
La menzioniamo nel libro delle preghiere quotidiane, nel terzo paragrafo di ogni orazione nelle preghiere delle ore, chiedendo la sua intercessione. La menzioniamo nel Credo, e diciamo nel suo preludio: “Ti esaltiamo, o madre della vera Luce, e ti glorifichiamo, o Santa Vergine, madre di Dio…”
La menzioniamo nella preghiera della benedizione, all’inizio e alla fine.
Cominciamo la benedizione dicendo: “Per le suppliche e le preghiere che la nostra Signora, Sovrana di tutti noi, la pura Madre di Dio, santa Maria innalza in ogni tempo per noi”. E dopo aver menzionato i nomi degli angeli, degli apostoli, dei profeti, dei martiri e di tutti i santi, finiamo la benedizione dicendo: “La benedizione della pura Madre di Dio, santa Maria sempre vergine…”

L’ICONA DELLA VERGINE

theotokos

C’è una differenza tra una immagine per la meditazione e un’icona per i riti.
Nelle icone, è indispensabile che lei compaia col Cristo, essendo la madre di Dio.
Deve stare alla sua destra, perché è detto nel salmo: “Alla tua destra la regina in ori di Ofir” (Sal 44,10).
Essendo una regina, ci dev’essere una corona sulla sua testa, e anche sulla testa di Cristo.
Essendo una santa, dev’esserci un’aureola di luce attorno al suo capo, perché il Signore disse: “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14).
Siccome è il secondo paradiso, attorno a lei ci saranno anche stelle, angeli e nubi.
Intercedi per noi, o santa Vergine, affinché il Signore ci accetti nella sua misericordia.