John Karastamatis di Santa Cruz

John Karastamatis di Santa Cruz

Il nuovo ieromartire dell’Ortodossia

Esempio.jpg

Padre John Karastamatis di Santa Cruz (8 Agosto 1937-19 Maggio 1985) fu il primo parroco e uno dei fondatori della parrocchia greco-ortodossa del profeta Elia nella città di santa Cruz, in California. Sebbene ci sia una certa venerazione di lui come ieromartire, egli non è stato ancora ufficialmente canonizzato. Egli fu un fervente predicatore della Fede Ortodossa e ministro dei disoccupati,dei senza casa,dei tossici della città prima che fosse brutalmente martirizzato dai Satanisti nel 1985. Gli sono stati attribuiti numerosi miracoli di guarigione dopo la sua morte. La sua memoria è celebrata il 19 Maggio, nella vigilia della festa della traslazione delle sante reliquie di san Nicola il Taumaturgo,del quale padre John aveva una grande venerazione, perché da bambino visitava spesso il Monastero di san Nicola di Andros in Grecia. Questo giorno corrisponde nel vecchio calendario al 6 Maggio, che è il giorno del martirio dello zar san Nicola II, imitatore della Divina Passione, così come il giorno festivo di san Giobbe, colui che soffrì molto. Tutto ciò fa pensare al significato mistico della sua morte.

In Grecia

Padre John Karastamatis nacque l’8 Agosto 1937 nel villaggio greco di Apoikia, nell’isola di Andros. L’atmosfera di questo villaggio era permeata dall’antico modo di vivere ortodosso, che era seguito secondo il calendario della Chiesa e il ciclo delle feste. Vivendo giorno per giorno in mezzo alla semplice e spontanea fede degli isolani al giovane John fu impartito un senso di santità che accese nel suo cuore idealistico la fiamma dell’amore per Dio e per tutto ciò che è suo. Da ragazzo sull’isola, John fu testimone di molti miracoli con i quali Dio benedisse i pii isolani, e che lo resero cosciente della vicinanza di Dio nelle vite di coloro che lo cercano. I santi, specialmente quelli locali, manifestavano anche la loro vicinanza e la loro potente intercessione apparendo e aiutando la gente. John nutrì la sua anima giovane imparando le vite di questi santi e martiri, il cui inestinguibile desiderio di essere fedeli a Cristo di fronte alla privazione,al tormento e alla morte fisica ispirarono anche lui a essere un servo di Dio. Sebbene non avesse frequentato alcuna scuola teologica, egli metteva in pratica ogni giorno la sua fede col desiderio di diventare sacerdote.

In America

Nel 1957, all’età di 20 anni,John si recò negli Stati Uniti. Cinque anni più tardi sposò una giovane donna greca, Athanasia Matsellis, e presto divenne il padre di due bambini, Maria e Fozio. Le città degli Stati Uniti erano in netto contrasto con il villaggio nativo ma la sua profonda consapevolezza della vicinanza Dio e dell’altro mondo, insegnatali nella fanciullezza, non lo abbandonò. Egli ora si trovava in mezzo a coloro che non solo non volevano essere vicini a Dio, ma che si erano allontanati con forza da Lui. Con l’aiuto e l’incoraggiamento di padre George Bogdanos un prete greco che riconobbe in lui l’integrità e lo zelo di un vero pastore. Padre John fu ordinato al diaconato nel 1971 con la benedizione dell’arcivescovo Iakovos, che lo sostenne in questo. Per l’amore così evidente che nutriva sia per la Chiesa sia per i fedeli, fu ordinato sacerdote solamente dopo poche settimane dal vescovo Meletio (Tripodakis) di Christianoupolis, San Francisco (1968-1979). Inizialmente servì la comunità greco-ortodossa di Anchorage, in Alaska, la terra del neo canonizzato san Herman, che divenne il suo angelo custode per il resto della sua vita. Più tardi fu assegnato alla parrocchia di san Giorgio a Vancouver, Canada, e poi alla parrocchia di Tutti i Santi in Anaheim,Pensilvania. Infine si trasferì a Santa Cruz, California, che fu così chiamata dai missionari spagnoli in onore della santa Croce del Signore. Lì con entusiasmo lavorò per fornire un rifugio della Cristianità Ortodossa per i fedeli della zona che da lungo tempo stavano senza una chiesa nelle vicinanze.

Un pastore ai piedi della Santa Croce

Siccome la comunità a Santa Cruz era troppo piccola per acquistare immediatamente la sua chiesa Ortodossa, padre John iniziò a servire la Divina Liturgia nella vicina città di Aptos, nella cappella di un convento di Clarisse. Le suore avevano i loro uffici liturgici molto presto la domenica mattina, lasciando così libera la chiesa per padre John e i suoi parrocchiani. All’inizio i parrocchiani furono titubanti: si recavano tardi alla Liturgia e si sedevano in fondo, come se fossero spettatori e non partecipanti. Padre Giovanni sapeva che aveva molto lavoro da fare. Talvolta era deluso per la mancanza di attivo interesse tra il suo gregge. La sua era una fede ardente, e la tiepidezza era sempre stata estranea alla sua anima. Il suo compito, lo conosceva, era di accendere questo fuoco all’interno di ciascuno dei suoi parrocchiani, in modo che essi stessi lottassero per il regno dei cieli, l’unica cosa necessaria, e non sedessero in fondo e aspettassero che il sacerdote facesse il lavoro che spettava loro. Non poteva chiedere troppo in una volta sola, ma doveva essere un pastore mite e amorevole, indulgente alle debolezze del suo gregge in modo tale da non sopraffarlo e causargli così l’abbandono totale della fede Ortodossa. Il divario tra pastore e pecore doveva essere colmato gradualmente e con attenzione, e p. John doveva accendere la scintilla nel cuore del suo gregge senza bruciarlo con il fuoco intenso che ardeva dentro di lui. Talvolta padre John parlava con parole forti di rimprovero per risvegliare la sua gente dal suo sonno spirituale, ma soprattutto ispirava loro con il suo esempio silenzioso e discreto. Iniziarono così a vedere come lottava duramente: cominciarono a muoversi per aiutarlo a realizzare i suoi sogni divini. Il suo fervore e il suo zelo, la sua fede inequivocabile nell’altro mondo, era qualcosa che non riuscivano a comprendere del tutto, ma che, interiormente e in molti casi inconsciamente, desideravano dal profondo. Essendo giunti ad amarlo profondamente, essi erano grati che Dio avesse mandato loro un mietitore nel loro campo.

Fondando la Chiesa del profeta Elia a Santa Cruz

Donando ai suoi parrocchiani nuove aspirazioni, padre John inculcò in loro il desidero di avviare una propria chiesa. Raccolsero i fondi e finalmente trovarono l’edificio perfetto per la loro chiesa nel 1982: un ex impresa di pompe funebri a Santa Cruz, di fronte la biblioteca pubblica e nella parte migliore della città per l’attività missionaria. Padre John fece da solo gran parte del lavoro interno, modellando una splendida iconostasi bianca e una grande abside a cupola dietro e sopra l’altare. Così commenta suo figlio Fozio: “Mio padre ha messo il suo sangue, il suo sudore e le sue lacrime (…) con l’aiuto di qualche parrocchiano e mio, egli ha letteralmente costruito l’intero interno di quella chiesa”. Quando fu completata, la nuova chiesa consacrata divenne un rifugio dal rumoroso frastuono del mondo, un’isola di santità nel mezzo di Santa Cruz. La chiesa fu dedicata al profeta Elia. Con la nuova e bella chiesa, comprendente più di 75 famiglie, i parrocchiani avevano un senso di realizzazione. Sentivano di aver percorso molta strada dai giorni in cui non avevano altra scelta che usare una cappella fuori città. Ora potevano espandersi in altre attività.
Attività missionaria

Padre John non voleva in nessun modo che la sua comunità ortodossa fosse una comunità chiusa, e si rallegrò di scoprire tutte le anime ferventi dei giovani che andavano da lui alla ricerca della pienezza del Cristianesimo. Santa Cruz è stata un luogo d’incontro non solo degli elementi più oscuri e più subdoli della società, ma anche di giovani idealisti che desideravano qualcosa di più significativo rispetto ai valori americani del materialismo e della concorrenza. P. John avviò nella sua chiesa un piccolo ma significativo “Movimento Cristiano Ortodosso” già avviato lì all’università di Santa Cruz. Questo fu principalmente il risultato del lavoro missionario dello ieromonaco Anastassy (Newcomb). Attraverso di lui, molti studenti universitari di Santa Cruz abbracciarono la Fede Ortodossa e dedicarono le loro vite nel servire Cristo. Nel 1981, padre Serafim Rose, su richiesta di studenti ortodossi, diede due lezioni all’università e incoraggiò le giovani anime ispirate a entrare in quello che chiamava “il recinto salvifico della Chiesa”. Il gruppo di studenti ortodossi si rivolse anche a padre John e alla sua chiesa al fine di ricevere nutrimento spirituale e partecipare ai divini servizi, che li sollevavano al di sopra della vita mondana dell’università. Padre John gli accoglieva sempre con un sorriso radioso e con caldo amore, vedendo nei loro giovani volti la freschezza e l’entusiasmo che avrebbero conservato viva l’Ortodossia per le future generazioni. Dopo la laurea di questi giovani studenti, padre John portò altri giovani alla Fede Ortodossa, dando loro tutto ciò di cui avevano bisogno per la loro crescita nella fede ed essendo per loro un padre amorevole preoccupato per il loro benessere spirituale. Poiché la chiesa del profeta Elia era situata nel mezzo della città, la gente spesso veniva a fare domande e a partecipare alle funzioni. Padre John osservò la regola della “porta aperta”, rendendo se stesso e la sua chiesa disponibile a chiunque avesse una necessità pastorale. Gli abitanti di Santa Cruz lo conobbero come essere gentile, fiducioso, pieno di amore e aperto. Aveva grande compassione per i poveri, ed era di aiuto per tutti quelli che si recavano da lui, trascurando la loro religione o se stavano approfittando di lui. Non era cosa insolita per lui essere svegliato alle ore più strane da persone bisognose che bussavano alla sua porta. Non rifiutava nessuno, ma dava sempre l’elemosina per un pasto. Specialmente negli individui più emarginati e oppressi padre John vide l’icona di Cristo. Con sincero amore cristiano, una volta queste parole riguardo le persone semplici che, pur essendo rigettate dal mondo, sono fedeli a Cristo e seguono la voce del loro cuore: “Lì vediamo soli in mezzo alla folla, o seguendo la vita di un eremita mentre diventano simboli di verità e fari luminosi della Cristianità, pregando per la pace e l’amore fraterno sulla terra” Mentre il fervente lavoro pastorale di padre John serviva a convertire molta gente non greca, il suo lavoro fu quello, ovviamente di “convertire” molta della sua gente, coloro che erano battezzati Ortodossi ma il cui impegno a Cristo significa al massimo frequentare la chiesa e le attività. Con la sua fede egli ha dimostrato loro che l’Ortodossia non è semplicemente un rituale, un sistema di dogmi o un modello di comportamento, ma è invece un potere trasformante caratterizzato da una cosciente lotta spirituale. Attraverso la lotta conquistiamo le passioni che ci separano da Dio, scrisse “Lasciamo che l’essenza dei suoi poteri ringiovanenti inondino i nostri cuori con la gioia per la totale libertà che possiamo ottenere.” Padre John non ha risparmiato nulla per rendere nota all’interno del suo gregge questa realtà viva. Egli ha predicato loro l’amore dei suoi amati santi, sperando così di renderli più consapevoli del grado di santità che l’uomo è in grado di raggiungere sulla terra con l’acquisto della grazia dello Spirito Santo. Padre John era per natura un artista e un poeta, e aveva un profondo senso di bellezza. Come il suo maestro Cristo, la fonte di ogni bellezza divina e di verità, egli amò i semplici, gli umili, le cose tranquillamente nobili della vita. Questo amore lo espresse sia nelle sue omelie sia nelle sue poesie in greco e in inglese, che egli trascrisse con la sua elegante calligrafia. Il suo senso di bellezza lo rese ancora più consapevole della bruttezza e della follia della nostra epoca post-cristiana. Parlò della confusione che si verifica quando gli uomini dimenticano Dio e perseguono i propri interessi egoistici.

Profanazione della chiesa

Le opere buone di padre John erano troppo numerose e il suo impegno troppo vasto per non evocare le azione dannose provenienti dai nemici di Dio. La visibilità di padre John e la sua chiesa nel centro di Santa Cruz li ha resi più accessibili non solo a chi ha bisogno di aiuto, ma anche a coloro che volevano distruggere ciò che è santo. Pochi mesi prima della morte di padre John la chiesa fu profanata da occultisti sconosciuti, che hanno dipinto il numero “666” e le cinque punte sataniche sulla porta d’ingresso. Quando la profanazione fu scoperta, p. John riconsacrò la chiesa. In seguito ricevette minacce anonime ma non fu scoraggiato da esse. La sua predicazione fece arrabbiare qualcuno che cominciò a minacciarlo per telefono e con lettere, invitandolo a cessare la predicazione. Nonostante ciò, padre John divenne ancora più appassionato del suo ministero dicendo: “Finché i miei occhi avranno lacrime, io predicherò Cristo e l’Ortodossia”. Consigliò ai fedeli di stare in guardia contro le insidie dell’Anticristo e di non prendere il marchio. Successivamente le minacce telefoniche divennero sempre più intense, ma padre John non fu spaventato da tutto questo. Ha dimostrato di essere un pastore fedele di Cristo, colui che è disposto a sacrificare tutto e a dare persino la vita per il suo gregge per il suo amore verso esso.

Miracolo della fioritura dei gigli bianchi

Fu attraverso p. John che la Tutta Santa Madre di Dio concesse una benedizione miracolosa alla chiesa del profeta Elia. Ciò accadde dopo che padre John portò alcuni bulbi del giglio della Panagia, di ritorno dalla sua isola nativa di Andros dove era stato con la sua famiglia. Egli si recò al Monastero di san Nicola sull’isola e chiese all’igumeno Dorotheos (Themelis) pochi gigli secchi. Il giglio della Panagia è chiamato così perché secondo la tradizione, spesso raffigurata nelle icone, l’Arcangelo Gabriele al momento dell’Annunciazione si presenta alla Madre di Dio con questa specie di gigli. Al monastero di Andros, che p. John ha visitato, hanno origine questi gigli, essendo molto vecchi, talvolta germogliando miracolosamente per la festa della Dormizione. Padre John incaricò suo figlio Fozio di piantare i bulbi di gigli in vaso e di innaffiarli solo con l’acqua santa, cosa che Fozio fece. Dopo che i gigli crebbero dai bulbi nel maggio del 1983, padre John tagliò uno dei fiori e lo mise sull’icona dell’iconostasi della Madre di Dio. Il fiore non appassì per tre quattro settimane, anche se era tagliato, ed era senza acqua e senza terra. Quando finalmente caddero i suoi petali (il primo cadde in un giorno radioso quando uno dei ragazzi dell’università convertiti da padre John fu battezzato), padre John disse a sua moglie di non aspirarli, ma di metterli da parte vicino l’icona dove il gambo era ancora pendente. E successivamente dopo tre settimana, alcuni nuovi germogli apparvero sul gambo! Il gambo continuò a produrre nuovi germogli per molti mesi, sino all’inverno del 1983-4. Padre John interpretò il miracolo come un’immagine della vita che scaturisce dalla morte attraverso la Resurrezione. Questo miracolo rafforzò la fede di molti ad avere molto più rispetto verso la Vergine benedetta.

Martirio

Prima della sua morte da martire, accaddero tre meravigliosi fatti:

1.Una settimana prima del suo martirio i gigli della Vergine appassirono all’istante e non sbocciarono mai più. 2.L’icona della Beata Vergine pianse, e tracce delle sue lacrime sono ancora visibili sulla sua icona. 3.In tre domeniche consecutive, precedenti al suo martirio, durante la Divina Liturgia, il chierichetto mentre gli dava l’acqua bollente (lo zeon) per preparare la Santa Comunione vide uno strano fenomeno: il volto di padre John brillava ed emanava raggi di luce, ma padre John gli disse severamente di non rivelare nulla. Nel pomeriggio del 17 Maggio, 1985 padre John telefonò all’Abate Dorotheos (Themelis) e gli chiese informazioni circa i miracoli dell’icona mirovlita (che effonde miron) della Beata Vergine Myrrhovlytissa poiché voleva tenere un omelia su di essa la domenica successiva. La notte di Sabato 18 maggio, 1985, vigilia della traslazione delle sante reliquie di san Nicola il taumaturgo, P. John stava nella chiesa, preparando l’omelia per la domenica. Sua moglie era a Los Angeles in visita da sua figlia, che aveva appena partorito il suo primo bimbo. Poco prima di mezzanotte, uno o più assalitori entrarono in chiesa. Evidentemente si erano appostati, aspettando il momento in cui egli era solo, quando sia la moglie e il figlio di 17 anni erano andati via. Hanno attaccato p. John nel suo ufficio, colpendolo con un coltello. Durante la lotta p. John è stato duramente picchiato, e poi infine è stato ucciso da un colpo pesante sulla testa. Suo figlio che aveva cenato con lui quella sera, arrivò all’1.30 presso la chiesa. Fuori l’ufficio ha scoperto il corpo di suo padre assassinato, e sulle pareti il sangue di un martire. Lì, il ragazzo dovette affrontare uno spettacolo orribile, suo padre fu trovato sul pavimento macellato e irriconoscibile: era stato colpito alla testa con un martello e tutto il suo corpo massacrato con coltelli. La polizia in seguito scoprì come mai padre John non era morto subito, i criminali avevano preso la croce che portava intorno al collo e lo avevano impiccato con la catena della croce. Il sangue uscito dalle ferite aveva allagato il pavimento del Santuario. I Satanisti usarono il suo sangue per scrivere i loro slogan e scrivere il 666 sulle pareti della chiesa. Il beato padre John subì il martirio proprio nel luogo dove era stato fotografato con la croce nella sua mano, quasi profetizzando quello che sarebbe successo. Secondo l’articolo del San Francisco Chronicle del 21 Maggio 1985: Il leader spirituale della comunità greco-ortodossa di qui “ha affrontato una terribile lotta” prima di essere ucciso a bastonate nell’ufficio della sua chiesa, ha detto il capo della polizia ieri. John Karastamatis, 47, della chiesa greco-ortodossa del profeta Elia “è stato picchiato con cattiveria, duramente”. Il metodo di morte è stato molto traumatico, ha detto il capo Jack Bassetti. Il sangue è stato trovato sulle pareti. Bassett ritiene che il prete sia stato ucciso tra le 11 di sabato sera e l’1.40 di Domenica, quando il suo corpo insanguinato è stato ritrovato dal suo figlio 17enne,Fozio. Siccome il volto e le dita di padre John erano così sfigurati e mutilati, le sue reliquie non furono esposte al funerale. Il suo corpo fu rivestito dei paramenti d’oro e la bara sigillata. Numerosi sacerdoti presero parte ai funerali di padre John, provenienti da molte evarie chiese ortodosse degli Stati Uniti.

Apparizioni del beato padre John

Sono molte le apparizioni del beato padre John dopo il suo martirio: 1. Quando l’abate Dorotheo (Themelis) apprese del martirio di padre John, scrisse alla presbytera (moglie del sacerdote) per chiederle di mandargli i suoi paramenti sacerdotali di quando avevano concelebrato insieme per la festa di san Dorotheos al Monastero nel 1981. Passò un po’ di tempo ma non ricevette alcuna risposta dalla famiglia di padre John. Alla vigilia del 4 Luglio, al monastero di san Nicola, si stava celebrando una veglia athonita in onore di san Atanasio del Monte Athos, con molti pellegrini che venivano da Atene. Mentre la veglia era prossima alla fine, le campane del monastero iniziarono a suonare come per una festa solenne. Si fermarono per un istante, ma incominciarono a suonare di nuovo così armoniosamente che tutti erano meravigliati. Presi dalla paura e dal timore, i fedeli iniziarono a pregare il paraklisis di san Nicola, aspettando che accadesse un miracolo. Quel pomeriggio, l’anziano Dorotheos aveva ricevuto una chiamata da Maria, la figlia di padre John, che era venuta appositamente al monastero portando i paramenti di suo padre. Lei li porto al monasteroe furono accolti da tutti i pellegrini con gioia. Quella mattina, le campane del monastero suonarono esattamente quando la nave in cui c’era la figlia di padre John con i suoi paramenti entrò nel porto. 2. Alla vigilia della festa di San Nicola, nel 1986, l’abate Dorotheos insieme con alcune donne stava preparando la festa patronale del monastero. A un certo punto, videro il beato padre John che camminava nel giardino del monastero e si dirigeva verso di loro. Tutti furono presi da paura e incominciarono a gridare: “Papa Iani!”, quindi sparì dalla loro vista. Subito dopo questa grande sorpresa, venne il postino con un pacco dalla Svizzera contenente un’icona di padre John da parte di alcuni fedeli Russi che lo onoravano come un santo. Con questa apparizione, padre John aveva chiesto che quest’icona fosse diffusa tra tutti i Cristiani in modo tale da far loro conoscere il suo martirio e il suo lavoro missionario.

3. Inoltre, nel febbraio del 1987, l’abate Doroteo si era recato in Svizzera per un intervento chirurgico. Mentre stava parlando ai fedeli di padre John e del suo martirio, padre John apparve loro, li benedisse,e quindi scomparve.
Eredità

Padre John è stato un sacerdote eccezionale e un uomo giusto, un operaio nella vigna americana di Cristo che è stato trovato degno di essere glorificato con la corona del martirio. Dio ha suscitato un martire americano la cui fede era reale e ardente, come esempio di uno che era pronto a perdere la vita per Cristo al fine di ottenerla eternamente. “La sua vita ci ha ispirati, illuminati e rallegrati” scrisse uno dei suoi figli spirituali. “La sua morte è servita a confermare in modo più diretto non solo le realtà della nostra Fede Ortodossa ma anche quelle dei modi bizzarri e veramente anti-cristiani dei nostri tempi”. Semplice,grossolano, e allo stesso tempo ardente di appassionato e abnegante zelo pastorale, padre John stava in mezzo ai grandi “sacerdoti contadini” che hanno conservato lo spirito della Santa Ortodossia lungo i secoli. Mentre gli altri hanno ridotto l’Ortodossia in esercizio intellettuale o formale, tali sacerdoti hanno dimostrato che l’Ortodossia è vita, un balsamo per le ferite dei poveri, dei sofferenti, dei peccatori. Usando una vecchia espressione russa, padre John fu veramente “Un sacerdote del popolo”. Santo Neo-Ieromartire John di Santa Cruz, prega Dio per noi!