
Nel ricordo liturgico del 2 luglio, la Chiesa celebra San Giovanni (Maximovich), arcivescovo di Shanghai e San Francisco, grande e umile vescovo della vigna del Signore, vissuto in tempi di profonde lacerazioni, persecuzioni e pregiudizi.
Nato nel 1896, dopo gli studi teologici in Serbia, intraprese un cammino di servizio totalmente consacrato a Dio. Fu consacrato vescovo il 28 maggio 1934 dal Metropolita Antonio (Hrapovitsky), primo gerarca della Chiesa Ortodossa Russa fuori dalla Russia (ROCOR) – una giurisdizione allora non in comunione con il Patriarcato di Mosca, e considerata scismatica da molte Chiese ortodosse ufficiali.
Ma ciò che agli occhi degli uomini sembrava divisione, Dio lo trasformava in una via di santificazione.
Missione in Cina: padre dei perseguitati
Inviato a Shanghai, giunse alla fine di novembre 1934, proprio per la festa della Presentazione al Tempio della Madre di Dio. Trovò una situazione difficile: una grande cattedrale in costruzione e una comunità frammentata da conflitti giurisdizionali. La sua prima opera fu quella della riconciliazione. Ristabilì l’unità con le altre comunità ortodosse — serbi, greci, ucraini — e si dedicò con zelo all’educazione religiosa, visitando personalmente le scuole e presenziando agli esami orali di catechismo.
San Giovanni visse con semplicità e radicalità evangelica: dormiva pochissimo, digiunava costantemente, e pregava incessantemente. Era chiamato “il vescovo dai piedi nudi”, perché non portava scarpe, anche in pieno inverno.
Con l’arrivo del regime comunista, migliaia di russi furono costretti a emigrare. Circa 5000 rifugiati trovarono rifugio nell’isola di Tubabao (Filippine), in un campo gestito dall’Organizzazione Internazionale per i Rifugiati. Si narra che, finché Vladika Giovanni era sull’isola, non si abbatté mai alcun tifone, sebbene fosse zona ad alto rischio. Poco dopo la partenza dei rifugiati, un tifone distrusse tutto.
San Giovanni viaggiò fino a Washington D.C. per ottenere il permesso di trasferimento per il suo popolo negli Stati Uniti. Riuscì, e la maggior parte dei profughi fu reinsediata a New York e in altre città americane. Egli fu per loro pastore, padre, protettore.
Vescovo in Europa, testimone tra gli eterodossi
Nel 1951 fu nominato arcivescovo per l’Europa occidentale. Visse a Parigi e poi a Bruxelles, dove continuò la sua missione con la stessa povertà e santità. Anche i cattolici lo riconoscevano come un uomo di Dio. Un sacerdote cattolico di Parigi disse ai suoi giovani:
“Voi chiedete miracoli e santi. Oggi uno cammina tra noi: è San Giovanni dai piedi nudi.”
San Francisco: calunnie e croce finale
Nel 1962 fu chiamato a San Francisco, dove trovò una comunità ferita e una cattedrale la cui costruzione era ferma per via di conflitti interni. Con pazienza e fermezza, ristabilì la pace e portò a termine l’opera. Ma anche qui fu oggetto di calunnie, sospetti e perfino un processo civile, in cui fu ingiustamente accusato di coprire illeciti amministrativi. La sua dignità fu completamente riabilitata, ma le ferite interiori rimasero. Egli però non si lamentò mai, né accusò nessuno: rispose solo con la preghiera, il silenzio e l’amore.
Una morte santa, l’inizio della vera vita
Morì improvvisamente il 2 luglio 1966, nella quiete della preghiera. Ma con la sua morte cominciò una nuova vita: folle di fedeli testimoniarono miracoli e intercessioni. La sua tomba divenne luogo di pellegrinaggio, e il suo corpo fu trovato incorroto.
Fu canonizzato il 2 luglio 1994 dalla ROCOR, allora ancora non riconciliata ufficialmente con il Patriarcato di Mosca. Ma oggi San Giovanni di Shanghai e San Francisco è onorato da tutta l’Ortodossia come uno dei più grandi santi e taumaturghi del XX secolo.
Vladika Giovanni, intercedi per noi!
Santo Vescovo Giovanni, tu che hai percorso la terra come pellegrino di Cristo, difensore dei perseguitati, guaritore dei malati, padre degli orfani, e riconciliatore degli oppressi,
intercedi per la nostra Chiesa, per le nostre comunità, per tutti i rifugiati, i senza patria, gli emarginati.
Insegnaci la tua fede senza compromessi, il tuo amore senza giudizio, la tua pace senza risentimento.
Preghiera
O Santo Arcivescovo Giovanni, nostro intercessore presso Dio, prega per noi peccatori!
Con le tue preghiere, salvaci, o Cristo Dio!
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