Domenica del Ortodossia . I-ma domenica di Quaresima

Oggi, la Chiesa Ortodossa di tutto il mondo ha celebrato la Domenica dell’Ortodossia, una delle festività più significative del calendario liturgico ortodosso. Questa giornata, che cade nella prima domenica della Grande Quaresima, segna la vittoria della Chiesa sulla controversia iconoclasta e la restaurazione della venerazione delle icone, avvenuta nell’843 grazie all’imperatrice Teodora.

Fin dalle prime ore del mattino, nelle cattedrali, nei monasteri e nelle chiese parrocchiali di tutto il mondo ortodosso, i fedeli si sono riuniti per partecipare alla Divina Liturgia, durante la quale è stata proclamata la solenne professione di fede ortodossa e si è fatta memoria della lotta contro l’iconoclastia. Secondo la tradizione, in molte chiese si sono svolte processioni con le icone, ricordando così il trionfo della vera fede sulla negazione della rappresentazione sacra.

La Domenica dell’Ortodossia ha radici profonde nella storia della Chiesa. Durante l’VIII e il IX secolo, l’Impero Bizantino fu scosso da un duro conflitto teologico e politico noto come iconoclastia, un movimento che cercava di abolire la venerazione delle icone, ritenendola una forma di idolatria. Gli imperatori iconoclasti ordinarono la distruzione delle immagini sacre, perseguitarono monaci e vescovi fedeli alla tradizione e imposero una rigida politica di eliminazione delle rappresentazioni sacre. Questa fase della storia si concluse con il Concilio di Nicea II nel 787, che difese la venerazione delle icone, e con la definitiva restaurazione della loro venerazione nel 843, quando l’imperatrice Teodora, reggente per suo figlio Michele III, pose fine ufficialmente all’iconoclastia.

Un episodio significativo legato a Teodora racconta di come, mentre suo marito, l’imperatore iconoclasta Teofilo, perseguitava coloro che veneravano le icone, lei le conservasse e pregasse davanti ad esse in segreto. Quando l’imperatore le chiese spiegazioni, si racconta che Teodora rispose scherzosamente che quelle erano semplici bambole con cui si distraeva. Dopo la morte di Teofilo, Teodora convocò un sinodo a Costantinopoli e ristabilì la venerazione delle icone con una solenne processione che attraversò le vie della città, riportando le immagini sacre nella cattedrale di Santa Sofia tra le acclamazioni del popolo e del clero.

Da allora, ogni anno la Chiesa Ortodossa commemora questo evento con una solenne celebrazione, ribadendo l’importanza delle icone nella vita spirituale. Le icone, per la tradizione ortodossa, non sono semplici dipinti religiosi, ma finestre verso il divino, strumenti di preghiera e testimonianza della presenza di Dio nel mondo. Esse rappresentano i santi, la Madre di Dio e Cristo stesso, trasmettendo la grazia divina ai fedeli.

Oggi, in tutte le comunità ortodosse, il ricordo della vittoria sulla falsa dottrina si è unito alla proclamazione della vera fede. La celebrazione della Domenica dell’Ortodossia non è solo una memoria storica, ma un’affermazione della continuità della fede ortodossa, che resiste alle sfide del tempo e si mantiene salda nella Tradizione della Chiesa. I fedeli, riuniti in preghiera, hanno rinnovato il loro impegno spirituale in questo periodo di Quaresima, avviandosi con speranza e devozione verso la Santa Pasqua.

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