Inizio del Avvento per il Santo Natale

La Chiesa Ortodossa  e cattolica celebra la nascita di Gesù Cristo il  25 Dicembre per il calendario gregoriano e 7 gennaio per il calendario giuliano (differenza di 13 giorni nel calcolo del calendario vecchio ). Questa differenza è dovuta all’utilizzo del calendario giuliano da parte delle Chiese Ortodosse di tradizione slava ma anche Gerusalemme e Monte Athos , mentre la Chiesa Cattolica  e altre chiese ortodosse ha adottato il calendario gregoriano.

Le origini della celebrazione del Natale sono molto antiche e risalgono ai primi secoli del cristianesimo. Inizialmente, i cristiani non celebravano la nascita di Gesù, ma la sua risurrezione. Solo in seguito, a partire dal IV secolo, si diffuse l’usanza di festeggiare il Natale. Il Natale Ortodosso è una festa molto importante e solenne, celebrata con grande gioia e partecipazione da tutti i fedeli.

 La scelta del 25 dicembre come data per celebrare il Natale è il risultato di un processo storico complesso, che ha visto l’intreccio di tradizioni pagane e cristiane. La data del solstizio d’inverno, ricca di significati simbolici, è stata adottata dai cristiani per facilitare la diffusione della nuova fede e per dare un significato più profondo alla nascita di Cristo. I primi cristiani, pur non celebrando inizialmente la nascita di Gesù, decisero di sovrapporre la nuova festa cristiana alle celebrazioni pagane del solstizio d’inverno. In questo modo, la festa del Natale poteva essere più facilmente accettata dai convertiti che provenivano da culture pagane.

Aspetti pratici del digiuno nella tradizione ortodosso nel periodo natalizio 

Il periodo che precede il Natale Ortodosso è caratterizzato da un rigoroso digiuno, che ha lo scopo di preparare spiritualmente i fedeli alla celebrazione della nascita di Cristo. Questo digiuno, chiamato Natale, inizia il 15 novembre /28 novembre secondo calendario giuliano e dura fino alla vigilia di Natale, il  24 dicembre /6 gennaio. Durante il digiuno sono permessi alimenti di origine vegetale, legumi, frutta secca, vino e olio d’oliva e pesce. Come in tutti i digiuni secondo la tradizione ortodossa  sono vietati la carne, i latticini, le uova, il pesce (tranne in alcune occasioni specifiche), l’olio d’oliva (tranne nei giorni festivi) e il vino (tranne durante la liturgia).

Il digiuno ha lo scopo di purificare il corpo e lo spirito, di rafforzare la fede e di avvicinarsi a Dio attraverso la preghiera e la penitenza. Il digiuno natalizio non è solo una pratica ascetica, ma ha un profondo significato spirituale. Esso rappresenta:

  • Un’imitazione di Cristo: Cristo digiunò per quaranta giorni nel deserto prima di iniziare la sua missione pubblica.
  • Una condivisione della sofferenza umana: Attraverso il digiuno, i fedeli si uniscono alla sofferenza di coloro che hanno meno e si rendono conto della necessità di condividere i propri beni con i bisognosi.
  • Una preparazione al Battesimo: Il digiuno è visto come una preparazione al Battesimo, un sacramento che purifica dall’originale peccato e rigenera alla vita nuova in Cristo.

Il digiuno è solo uno degli aspetti del periodo natalizio nella Chiesa Ortodossa. Accanto ad esso, ci sono: La preghiera è un elemento fondamentale di questo periodo. I fedeli sono incoraggiati a pregare più intensamente, partecipando alle liturgie e dedicando del tempo alla preghiera personale.  La comunità ecclesiale svolge un ruolo importante nel sostenere i fedeli durante il digiuno. Le riunioni, le conferenze e le attività comuni aiutano a rafforzare i legami e a condividere l’esperienza spirituale. Inoltre il digiuno non è solo una pratica individuale, ma si accompagna anche alle opere di misericordia verso il prossimo. Donare ai poveri, aiutare i bisognosi e compiere gesti di carità sono espressioni concrete della fede.

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