La chiesa ortodossa è nel mondo ma non si conforma ad esso.2

Il riferimento religioso, il fatto di dipendere dal trascendente, non costringe lo Stato, la società, la civiltà, o la cultura a divenire Chiesa, ma li invita a compiersi in una reciprocità organica con il loro interlocutore, la Chiesa Ortodossa. La parola di Cristo è categorica: l’esistenza umana è sottomessa nella sua totalità ad un solo e unico fine, il Regno di Dio. La vita sociale può costruirsi solo sul dogma; “il cristianesimo è l’imitazione della natura di Dio”. “L’uomo, dunque, riconosce dentro di sé il riflesso della luce divina: purificando il suo cuore, egli ritorna ad essere, come era al principio, una limpida immagine di Dio, Bellezza esemplare” ( San Gregorio Nisseno ).L’escatologia laicizzata viene a privarsi dell’eschaton (il tempo di Dio) e sogna una comunione dei santi senza il Santo, un Regno di Dio senza Dio. Il cristianesimo potrà rispondere validamente soltanto quando avrà compreso la verità di questa esigenza clamorosa e il gioco inquietante delle sostituzioni demoniache. La cristianità occidentale ha abbandonato il Regno in favore di una Città ben istallata nella razionalità e in un progressismo pauroso. E’proprio il mondo chiuso di quaggiù di questa cattività apparentemente irrimediabile, che la fermezza sicura della fede ortodossa è chiamata a penetrare per manifestare l’invisibile, risuscitare i morti e smuovere le montagne, per gettare il fuoco della speranza per la salvezza degli altri ed agganciare la vanità di questo mondo sulla “Chiesa piena della Santissima Trinità” Quando i servitori del bene vengono meno, il loro compito viene ripreso da forze di natura diversa, contrassegnate da un segno contrario, e la confusione esplode. L’ordine evangelico di “cercare il Regno” ( Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose

vi saranno date in aggiunta.) Matteo cap.6, 25 – 33 si secolarizza degenerando in utopie di paradiso terrestre. Sul brulicare degli aggregati umani si profila il totalitarismo tremendo della bestia apocalittica. Oggi la cristianità non è più l’agente attivo della sua storia, ma lo spettatore passivo di processi che sfuggono alla sua presa e rischiano di ridurre la Chiesa alle dimensioni ridotte, ai destini e ai margini del mondo. La Chiesa ortodossa non può adattarsi a questa situazione, perché essa conserva in se intatto il carattere universale e totalitario della sua missione, che è inerente alla sua natura.

Ierodiacono Serafim Incitti

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