Domenica delle palme. Ingresso di Cristo a Gerusalemme . Inizio della Settimana Santa

Con questa festa dell’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, il percosso della Santa Quaresima finisce , ci porta ad contemplare il mistero della passione di Cristo ,che  precedentemente si e fermato ad Betania nella casa di San Lazzaro il 4 giorno risorto dalla morte , compiendo il miracolo della resurezione che poi porta propio Lui ad andare incontro alla Sua morte e resurrezione , dando inizio alla Settimana Santa.  Settimana Santa durante la quale si rievocano gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo e vengono celebrate la sua Passione, Morte e Risurrezione.
Questa festa si ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme accolto dalla folla che lo acclama come re agitando fronde e rami presi dai campi. Una tradizione legata alla ricorrenza ebraica di Sukkot durante la quale i fedeli salivano in pellegrinaggio al tempio di Gerusalemme portando un mazzetto intrecciato di palme, mirto e salice.

Sant’Andrea di Creta, nell’omelia sulle Palme, descrive un itinerario, invitando tutti noi a seguire chi “si avvicina spontaneamente alla venerabile e beata passione per compiere il mistero della salvezza”. Gesù volle entrare in Gerusalemme, luogo del suo sacrificio, con una solennità misteriosa, da re d’amore. Entrò su un asinello, segno della mansuetudine, all’opposto della baldanza del cavallo dei trionfatori. Accettò le acclamazioni dei piccoli e dei semplici di fronte alle congiure architettate, violente, di quanti l’hanno voluto “fare fuori”.
Fare insieme questo itinerario oblativo ci chiede di andare con il Signore nell’orto degli Ulivi, seguire la sua cattura, i processi subìti, la condanna a morte, l’itinerario verso il Golgota, la sua spoliazione, flagellazione, crocefissione. “Ero come un agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che essi tramavano contro di me, dicendo: Abbattiamo l’albero nel suo rigoglio, strappiamolo dalla terra dei viventi (Ger 11,19) “. Seguire questo itinerario è la contemplazione dell’urto forte tra la prepotenza aggressiva e la silenziosa e libera oblazione del Signore

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