Festa della Santa Pentecoste

Con l’ascensione Cristo porta a compimento l’unione tra cielo e terra, in tale unità lo Spirito può discendere in tutta pienezza.

La pentecoste cristiana è il compimento della festa ebraica della mietitura; è il compimento anche dell’anno giubilare in cui erano rimessi i debiti e gli schiavi erano liberati: per il dono dello Spirito l’uomo è liberato, gli apostoli escono dal cenacolo e annunciano la condizione che ci è donata, non siamo più schiavi ma figli. La pentecoste cristiana è anche il compimento della pentecoste biblica che commemora il dono della legge sul Sinai: ora la legge cede il passo allo spirito che scrive nei cuori la nuova legge.

La Pentecoste appare così come un secondo atto del Padre che dopo aver inviato il Figlio invia lo Spirito. Il Cristo compiuta la sua missione torna la Padre affinché lo Spirito discenda in Persona.

La Pentecoste mostra il fine ultimo dell’economia trinitaria della salvezza; con i grandi padri della Chiesa si può dire che Gesù è il grande Precursore dello Spirito Santo. S. Atanasio afferma:“Il Verbo si è fatto carne perché noi potessimo ricevere lo Spirito Santo”. Per S. Simeone “era questo lo scopo e la destinazione di tutta l’opera della nostra salvezza attuata dal Cristo: che i credenti ricevessero lo Spirito Santo” Gesù lo aveva promesso:“E’ meglio per voi che io me ne vada…io pregherò il Padre ed egli vi manderà un altro Consolatore” (Gv. 16,7). Perciò l’Ascensione del Cristo è l’epiclesi per eccellenza, e, in risposta a questa invocazione, il Padre invia lo Spirito. Tutti i momenti della redenzione appaiono ora nel loro legame segreto: nel Battesimo di Gesù il Padre si porta verso l’umanità del Cristo e proclama: “Questi è il mio Figlio prediletto”. Nella Pentecoste, è nel movimento delle lingue di fuoco che il Padre si porta verso tutti gli uomini e li adotta come figli. Se l’incarnazione riguarda la natura umana, la pentecoste è la nuova creazione offerta personalmente ai cristiani.

Donato all’uomo al momento della creazione come sorgente della vita, lo Spirito Santo gli è restituito il giorno di Pentecoste e con tutta la ricchezza dei doni: la Chiesa è costituita come icona dello Spirito e al suo interno lo Spirito arricchisce ciascuno di doni.

Questa effusione dello Spirito è la vera origine della Chiesa: lo Spirito fa di tutti i suoi membri il corpo di Cristo perché riunisce i frammenti di Adamo disgregato, in unità: la Babele della dispersione è vinta, la Chiesa è il Corpo di Cristo. Dice Romano il Melode: Quando l’Altissimo discese e divise le lingue, disperdette le nazioni; quando invece distribuì le lingue di fuoco chiamò tutti all’unità” (Inni, LIV). Il racconto di Atti in cui si parla delle lingue di fuoco che si posano su ciascuno, contiene una indicazione importante; se il Cristo integra la natura umana nel suo corpo, lo Spirito apre le persone ai doni in modo personale e unico: è il mistero dell’unità nella diversità, della Chiesa come comunità di unici.

Lo Spirito fu concesso, come insegna san Paolo, perché ogni membro di quel corpo, riempito in modo personale dal dono dello Spirito fosse in grado di vivere fino in fondo la propria condizione di figlio di Dio.

Un teologo contemporaneo afferma: “Dalla rivelazione della Chiesa celeste delle Tre Persone divine, lo Spirito conduce ora alla costituzione della sua icona terrestre: la Chiesa degli uomini. L’icona della Trinità è offerta alla contemplazione dei fedeli come uno specchio divino, dove gli uomini leggono la verità misteriosa della loro propria esistenza”.

È proprio per il dono dello Spirito Santo che i cristiani partecipano alla vita trinitaria: con la Pentecoste la Trinità non è più esterna ad essi, i discepoli partecipano al suo modo di essere; per questo la festa di Pentecoste ha un forte richiamo alla Trinità che viene espresso nelle preghiere del vespro. In alcune Chiese ortodosse, ad essa è dedicato il lunedì di Pentecoste,la Santa festa della Santissima Trinità .