LE VESTI LITURGICHE NELLA CHIESA ORTODOSSA

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Tutte le vesti liturgiche (paramenti) presenti nella Chiesa Ortodossa derivano da abbigliamenti in uso nell’Impero Romano. Occidente e Oriente in questo coincidono e mostrano la loro comune origine. Nulla nella Liturgia cristiana è fine a se stesso, tanto meno i paramenti utilizzati. Gli abbigliamenti servono dunque a contraddistinguere un ufficio e una funzione all’interno della Chiesa un po’ come la divisa serve a contraddistinguere il soldato dal vigile urbano. I colori dei paramenti nella Chiesa Ortodossa, rispetto a quella Romano-Cattolica non hanno un significato particolare o fisso. Probabilmente questa differenza si spiega dal momento che l’Occidente, nel periodo medioevale, ha sviluppato una forte visione allegorica sulle cose sacre mettendo piuttosto in ombra quella simbolica. Attribuendo un significato allegorico ad ogni elemento del tempio e della Liturgia i colori hanno cominciato ad assumere un’importanza particolare e sono stati fissati normativamente. I colori, in Oriente, non hanno quella fissità normativa che s’è imposta in Occidente a partire dal periodo post-tridentino (XVI-XVII sec.) e la loro importanza è piuttosto relativa.

Mostriamo di seguito i paramenti del Lettore del Suddiacono del Diacono, del Presbitero e dell’Episcopo facendo un breve cenno sulla loro identita’ ecclesistica.


IL LETTORE

Nella liturgia canta le parti a lui spettanti. Con il suddiacono fa parte dei cosiddetti “Ordini Minori” a differenza dei tre gradi dell’Ordine (Diaconato-Presbiterato-Episcopato) detti anche “Ordini Maggiori”. Gli Ordini Minori vengono conferiti per chirotessia, cioè per una benedizione ricevuta con una mano appoggiata sulla testa. La chirotonia che contraddistingue gli Ordini Maggiori consiste, invece, nell’imposizione delle mani secondo l’uso apostolico.

 

 

Segno liturgico del lettore:

RÁSSO

Di colore nero assomiglia molto alla Cocolla dei monaci benedettini, segno della comune origine delle vesti liturgiche. Il materiale con il quale è fatta è seta oppure lana. Si contraddistingue per le sue ampie maniche.
Nella tradizione slava il lettore non porta il Rasso (riservato a monaci, diaconi e presbiteri). Il paramento distintivo del lettore è lo Sticario (l’officio di chirotessia al lettorato nel pontificale slavonico è talvolta denominato “conferimento dello Sticario”). Durante la chirotessia al lettorato, nel momento della prima lettura dell’Apostolo, il candidato è rivestito del Piccolo Felonio (una versione leggermente più corta rispetto al Felonio presbiterale, e meno adorna).


IL SUDDIACONO

Aiuta nella liturgia il Diacono. È il secondo dei cosiddetti “Ordini Minori”. Anche se non pare di istituzione apostolica la sua origine è molto antica. il Suddiaconato si rese quasi subito necessario per aiutare il Diacono nelle onerose incombenze di servizio verso la Comunità cristiana dei primi secoli. Ne parla esplicitamente Ippolito di Roma nella sua Traditio (218). La Chiesa romana doveva avere dei suddiaconi anche prima di papa Fabiano (236-250) perchè alla morte di questi, S. Cipriano li nomina ripetutamente a Cartagine e con attribuzioni non sempre legate al culto. La Chiesa Ortodossa continua a mantenere l’istituzione suddiaconale a differenza della Chiesa romana che l’ha recentemente abolita.

 

Segno liturgico suddiaconale:

STICARIO

Si veste in forma differente rispetto a quello del Diacono. È stretto alla vita da una fascia e ha maniche abbastanza aderenti ai polsi


IL DIACONO

È il primo dei cosiddetti “Ordini Maggiori”. Con quelli che lo seguono (Presbiterato, Episcopato) è di certa istituzione apostolica. Ha generalmente una funzione ecclesiastica di assistenza e servizio (dal greco = diakonia). Nelle Celebrazioni liturgiche unisce il popolo al presbitero.

Segni liturgici diaconali:

1. STICARIO
Corrisponde alla Dalmatica occidentale

2. ORARIO
Corrisponde alla Stola diaconale occidentale

3. SOPRAMMANICHE (Epimanikia)
Sono delle fasce di stoffa con una croce ricamanta.
La loro funzione è quella di mantenere le maniche aderenti al polso.
(Nella figura non sono visibili).


IL PRESBITERO

Il termine Presbyteros significa anziano. Il suo compito è quello di amministrare tutti i Sacramenti (tranne quello dell’Ordine) per la crescita spirituale di tutti i cristiani.

Segni liturgici presbiterali:

1. TUNICA
Corrisponde al Camice occidentale

2. STOLA (Epitrakilion)
Corrisponde alla Stola presbiterale occidentale

3. SOPRAMMANICHE (Epimanikia)
Non sono visibili nel disegno

4. EPIGONATIO
Indica la dignità dell’Archimandrita (Arciprete)

5. CINTURA
Corrisponde al Cingolo occidentale e serve per stringere al corpo la stola.

6. FELONIO
Corrisponde alla Casula occidentale. Le antiche Casule occidentali erano quasi identiche a quelle orientali. Nell’Impero Romano quest’abbigliamento aveva una funzione di soprabito.


L’EPISCOPO

L’Episcopo, o Vescovo, è colui che “scruta dall’alto” (dal gr. episkopos). Il suo compito è quello di reggere la Diocesi che gli è stata affidata mantenendola fedele al Vangelo e alla Tradizione ecclesiastica. Amministra per questo anche il Sacramento dell’Ordine con il quale può fare Diaconi e Presbiteri.

Segni liturgici episcopali:

1. EPIGONATIO

2. SACCO
Questo paramento è simile a quello che aveva l’Imperatore costantinopolitano quando assisteva alle Liturgie

3. OMOFORIO
Segno distintivo episcopale. Corrisponde al Pallio utilizzato dai Metropoliti occidentali.

4. MITRA
La foggia di questo copricapo emula il Diadema dell’Imperatore costantinopolitano

5. PASTORALE
Questo tipo di pastorale era anche quello occidentale del primo millennio.

Quando il vescovo non celebra ma assiste alle celebrazioni liturgiche indossa un altro tipo di indumento, il “Mandìas”. Quest’indumento ha la forma d’un mantello caudato. Il suo colore è viola o rosso porpora. Presso i russi ha una colorazione chiara con delle strisce di diverso cromatismo. Quando il vescovo si muove con il Mandìas viene accompagnato da un chierico100_1698 caudatario che ne sostiene il lembo posteriore (in figura a destra).