Festa dell’Esaltazione della Santa Croce

La Festa dell’Esaltazione della Santa Croce (14 settembre, secondo il calendario bizantino) è una delle grandi solennità del calendario liturgico ortodosso, posta al pari delle principali feste mariane e cristologiche. Ha una forte dimensione storica e teologica, che si intrecciano profondamente.


La festa nasce nel contesto della dedicazione della Basilica del Santo Sepolcro (335 d.C.), fatta erigere da Costantino e dalla madre Elena sul luogo della Crocifissione e Resurrezione.
La tradizione riferisce che Sant’Elena trovò la vera Croce sul Golgota e che, per la venerazione del popolo, il Patriarca Macario la innalzò solennemente, benedicendo la folla. Questo gesto rituale è l’origine liturgica dell’“esaltazione”.

Nel 614 la Croce fu sottratta dai Persiani. Restituita dall’imperatore Eraclio nel 628, venne nuovamente esaltata in segno di vittoria e di speranza. Da allora la festa assunse un carattere universale nell’Impero bizantino. Santa Imperatrice Elena porta da Gerusalemme e da Costantinopoli la celebrazione si diffuse in tutte le Chiese, assumendo la forma attuale: il 14 settembre, con digiuno e uffici solenni.

La Croce come strumento di salvezza
La Croce non è vista soltanto come strumento di tortura, ma come albero della vita che capovolge la condanna di Adamo.
Nell’inno liturgico si canta: “Alla tua Croce ci prostriamo, o Cristo, e la tua santa resurrezione glorifichiamo”, mostrando l’indissolubile legame tra Croce e Risurrezione.

Nella dimensione Liturgica ,nella spiritualità ortodossa, la Croce è il segno della vittoria di Cristo sul peccato, sulla morte e sul diavolo. Essa è “l’arma della pace”, “segno terribile per i demoni”, “custode di tutta la terra”.
A differenza di altre feste solenni, l’Esaltazione della Croce è accompagnata da un giorno di digiuno severo, simile al Venerdì Santo. Questo sottolinea che la Croce non è solo gloria, ma anche ascesi, sequela di Cristo e partecipazione al suo sacrificio.

Durante i Vespri o la Divina Liturgia, la Croce viene portata solennemente al centro della chiesa e innalzata dal celebrante verso i quattro punti cardinali, benedicendo il popolo, che si prostra.

Colore liturgico: si usa il rosso o il porpora, simbolo del sangue e del sacrificio.

Inni principali: il Tropario della Croce e il Kondakion, che lodano la Croce come fonte di salvezza.

Tropario (Tono 1):
«Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità;
concedi vittoria ai cristiani sui loro nemici
e custodisci con la tua Croce il tuo popolo.»

La Croce è il criterio della fede ortodossa: amare la Croce significa amare Cristo nella sua kenosi (abbassamento) e nella sua gloria.

La festa richiama ogni fedele a “prendere la propria croce” (Lc 9,23), cioè vivere la vita cristiana nella pazienza, nella speranza e nella certezza della risurrezione.

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