Lettera pastorale per la solennità della nascita del Signore nostro Gesù Cristo, anno della salvezza 2020

† AVONDIOS

PER LA GRAZIA DI DIO,

E LA BENEVOLENZA DELLA CHIESA

ARCIVESCOVO ORTODOSSO DI MEDIOLANUM

LUOGOTENENTE DEL TRONO METROPOLITANO DI AQUILEIA

   Oggi su di noi splenderà la luce, perché è nato per noi il Signore; Dio onnipotente sarà il suo nome, Principe della pace, Padre dell’eternità: il suo regno non avrà fine. 
                                        (Is 9,2.6; Lc 1,33)

Amatissimi fratelli e sorelle in Cristo Salvatore e Signore,

La nascita del Signore nostro Gesù Cristo illumina la nostra società anche se quest’anno e oscurata di un periodo di crisi e difficoltà per tutti. Angosciati e smarriti per questa pandemia la Stella di Betlemme brilla più che mai “Gloria a Dio nell’alto dei celi e pace agli uomini di buona volontà “.

Con la Sua luce Cristo che nasce a Betlemme allontana le tenebre che spesso avvolgono il nostro mondo, le nostre città, la società e le famiglie, portandoci speranza e gioia.

La Santa Madre Chiesa Ortodossa introduce il vero spirito di questa grande festa della Natività di nostro Signore Gesù Cristo, periodo di riflessione e di gioia, speranza e comunione di amore per tutti “uomini di buona volontà”.

Tutte le preposizioni sia spirituali che materiali sono al presente, tutte hanno luogo oggi, tutte stanno accadendo nel presente, ricordando e commemorando il momento importante della salvezza, la nascita di Cristo.

Stiamo attraversando giorni davvero difficili di restrizioni, di difficoltà in ogni famiglia e per ogni persona troviamo povertà, crisi, malattia. Ma oggi più che mai deve regnare la speranza che tutto andrà bene attraverso Cristo, Dio che si fa carne e viene in mezzo a noi. 

Ambizione, brama di potere,  desiderio di denaro, i cosiddetti valori dell’uomo moderno, accrescono e nutrono “la povertà spirituale”.Ciò che manca oggi nella società e nelle famiglie è la Persona di Cristo. 

Amatissimi fratelli,

L’intera storia di Cristo è sigillata dalla sua attesa. Celebrare il Natale, dunque, non è solo andare alla Divina Liturgia di mezzanotte, o di giorno o di mattina, preparare o visitare il presepio, riunirci con la famiglia intono al cenone di Natale, ma unirsi “misticamente ” al Verbo che si fa carne, al Figlio di Dio e dell’Uomo che nasce a Betlemme per la salvezza di tutti.

Il vero senso della celebrazione natalizia significa lasciare che la Parola di Dio si incarni e nasca sempre di nuovo in ciascuno di noi, perché sempre ogni anno di generazione in generazione la Buona Novella possa risuonare nel cuore di tutti; tutti orientati verso la salvezza per rivelare il volto paterno di Dio.

Il Natale è la nostra “nascita” in Cristo nella grotta di Betlemme, per ritrovarci a risorgere in Cristo a Gerusalemme nel Santo sepolcro come nuova creatura,  come figli di Dio.

Viviamo la realtà di tempi moderni in cui nel nostro paese, come ovunque nel mondo, il Santo Natale si presenta trasfigurato e privo totalmente della sua vera natura, cioè il mistero dell’incarnazione di Cristo,salvezza dell’umanità. 

Siamo sommersi oggi del consumismo natalizio , lucici e colori, alberi, balconi  , case e piazze illuminate , una moltitudine di luci e colori dimenticandoci sempre di più che Cristo e nato per noi, affinché noi possiamo tornare nel Padre ed ereditare la vita eterna.

Amatissimi Fratelli e Sorelle,

Gesù è nato nudo in modo che potessimo svuotarci di ogni egoismo di ogni bramosia di ricchezza e di ogni forma di falsità che corrode lo spirito. 

Cristo Signore  è nato povero in modo che potessimo lasciare le ricchezze mondane  e correre dietro alle ricchezze eterne. 

Gesù è nato in una mangiatoia per noi, per santificare qualsiasi luogo e trasformare noi stessi in una sinfonia  di luci e gioia in un mondo oscuro e povero.

 Cristo è nato piccolo e gentile affinché potessimo vivere in umiltà e capire il vero senso della grandezza che e l’AMORE.

Gesù è nato nella notte fredda e nella semplicità per illuminare le nostre tenebre e asciugare le lacrime di tristezza da ogni volto. 

È nato figlio dell’uomo, per renderci figli di Dio e ricondurci al Padre che tanto a amato  il mondo che per amore ci a donato il Suo Figlio affinché ogni uno diventi figlio di Dio.

Gesù fu chiamato l’Agnello di Dio perché si è immolato in sacrificio per noi, “Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.” (Isaia 53, 7) 

Come l’Agnello, il Signore Gesù venne sulla terra, si tolse le vesti divine per vestire questa umanità rivestita dal  peccato e sacrificò sé stesso sulla croce. Colui che nasce nella mangiatoia di Betlemme è Dio per tutti.

Diventando umano, il Salvatore Gesù ha distrutto l’antico muro di separazione tra noi e Dio, come ci dice il Santo Giovanni Evangelista: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità”. (Giovanni 1 ,14)

La Parola di Dio, “Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv 4,5-42), ci dà amore e ci chiede amore. Questa esperienza spirituale durante i secoli di storia della cristianità è la radice mistica che l’Ortodossia ha sempre manifestato.

In questa atmosfera di festa pur essendo oggi in un periodo di crisi per l’emergenza Covid-19, preghiamo il Signore Gesù Cristo che la luce di Betlemme illumini il mondo intero e che la sua Natività possa illuminare e accendere i nostri cuori con la fiamma dell’amore di Dio, fratellanza e gentilezza in ogni essere umano.

Possano la grazia del nostro Signore Gesù Cristo e l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo essere con tutti voi e portare nelle vostre famiglie speranza e gioia,

Buon Natale e Felice anno nuovo a tutti!

Il vostro umile Vescovo e servitore nella vigna del Signore,

† AVONDIOS

Luogotenente del Trono Metropolitano di Aquileia

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