ORTODOSSI e CATTOLICI – differenze

papa e evloghios

 

Sino a tutto l’8° secolo, la Chiesa professa ovunque la stessa fede ed è organizzata in cinque patriarcati: Gerusalemme, Antiochia, Alessandria, Costantinopoli, Roma. Esiste un solo Stato: l’Impero romano, con un solo imperatore che risiede nella capitale, Costantinopoli, la Nuova Roma fondata nel 331 da san Costantino.

Per sottrarsi al controllo dei barbari Longobardi che, da Pavia a Benevento, hanno invaso la penisola italiana, il papa di Roma Antica si rivolge ai barbari Franchi e il 25 dicembre dell’anno 800 incorona “imperatore romano” il re franco Carlomagno.

E’ la secessione, uno scisma politico: le barbare tribù dei Franchi entrano in concorrenza con l’Impero romano che, perciò, preferiscono chiamare ‘greco’ o ‘bizantino’.

Il Papa, al momento, esercita la sua influenza solo su Francia, Germania e parte del Centro-Nord dell’Italia: è inevitabile la rapida franchizzazione delle Chiese dell’Occidente. Per quasi un millennio, tutti i Papi erano stati romani (proprio de Roma, oppure di Grecia, Siria, Sicilia e Grande Grecia): nel 996 il re germanico Ottone riesce a far eleggere suo nipote (Gregorio V), un principe austriaco, appena ventenne. Una continua “Riforma” allontana rapidamente la cristianità occidentale dalla comunione tra tutte le altre Chiese, per trasformarla in una Chiesa Nazionale (della Nazione, della Gente franca).

L’antico canto romano, per esempio, è sostituito dalle mode musicali di Aachen (la città tedesca dov’è la reggia di Carlomagno), spacciate come antiche e falsamente attribuite a san Gregorio il Grande (Canto gregoriano); così è anche per gli usi liturgici franco-germanici, che soppiantano l’antico Rito romano-latino. Intanto, in Occidente non si capisce più il greco, la lingua della Sacra Scrittura e dei primi teologi, i Padri della Chiesa: l’imbarbarimento prosegue anche in campo teologico e nel 1245 (a Lyon, in Francia) il Papa di Roma Antica porta a compimento lo scisma, lo strappo dei Franco-cattolici da tutte le altre Chiese del mondo. Successive, continue, riforme portano sempre più lontano dalla Chiesa orto- dossa (da ortos e doxa: esatta fede) i cattolici, scomunicati sin dai tempi del patriarca di Nuova Roma Michele 1° Cerulario (1043\59).

Per espandersi, i Franco-cattolici dapprima invadono l’attuale Italia Meridionale; con le Crociate creano poi loro principati in tutta la parte orientale dell’Impero. Appoggiandosi quindi alle Potenze commerciali (Venezia e le altre Repubbliche marinare) e militari (Francia, Spagna), il cattolicismo cresce numericamente, anche grazie alle scoperte geografiche e alla conseguente colonizzazione di Americhe, Filippine, Indie, ecc. Il potente Impero Austro-Ungarico e l’altrettanto Integralista Spagna costringono, infine, alcuni ortodossi a unirsi al Vaticano, pur conservando molte usanze della Chiesa ortodossa (Uniti sono, ad esempio, gli Albanesi che si stabilirono attorno Cosenza e Palermo quando l’Italia Meridionale era colonia spagnola).

Da piccolo gruppo, i cattolici sono passati così in maggIoranza anche perché la Chiesa ortodossa ha subito dure persecuzioni sotto i Musulmani, i quali in molti territori hanno quasi del tutto cancellato il cristianesimo e, poi, sotto i regimi atei marxisti e durante le occupazioni di Tedeschi e Italiani durante la II Guerra Mondiale.

Ridotta così in minoranza, la Chiesa Ortodossa è riconosciuta, tuttavia, come la “Chiesa dei Sette Concili Ecumenici”, l’autentica Chiesa Antica: del resto, ortodossìa vuoi dire proprio “autentica fede”. Gli ortodossi possono essere definiti cristiani all’antica. Tra prove tremende, gli ortodossi hanno conservato intatta la fede degli Apostoli, dei Martiri e dei Padri, senza omissioni, senza aggiunte, senza variazioni.

 

 

La Bibbia

Nell’Occidente medievale – che non capiva più il greco – si diffuse un nuovo testo della Sacra Scrittura. Non era il testo usato sin dai tempi di Cristo, da Cristo stesso e dagli Apostoli, ma una traduzione realizzata dal dotto Girolamo (347 \419). Girolamo aveva utilizzato testi che circolavano al suo tempo, ma senza sapere che erano stati confezionati solo nel 2°\3° secolo dopo Cristo, da Ebrei che volevano eliminare (o nascondere) i riferimenti a Cristo che si leggono sin dalle prime pagine della Bibbia: i Franchi ne diffusero l’uso al solo scopo di utilizzare un testo diverso dagli altri cristiani. Il testo che oggi usano i cattolici non segue più neppure la Vulgata (la versione di Girolamo), ma il Masoretico (un manoscritto ebraico – il ‘Codice di Pietroburgo’ – che è appena del 1008 dopo Cristo).

 

 

Il Calendario

Per distinguersi da tutti gli altri cristiani, i Franchi decidono di celebrare la Pasqua a una data di- versa da quella della Chiesa universale. Nel 783, per esempio, tutti celebrano la Pasqua l’11 aprile e Carlomagno il 18; nel 786 la Pasqua cade il 23 aprile e i Franchi la celebrano un mese prima, il 26 marzo, e così via: è una fissazione, quella di distinguersi da tutti gli altri cristiani. Nel 1581, infine, Ugo Buoncompagni (papa Gregorio XIII) modifica il calendario, che si diffonde rapidamente negli Stati cattolici e nelle loro colonie. Risultato: il mondo occidentale spesso celebra la Pasqua una o cinque domeniche prima di tutti gli altri cristiani.

 

Il segno di croce

Il conte Lotario di Segni (papa Innocenzo III), nella sua opera Il Sacramento dell’altare (II, 45), si preoccupa di ricordare il modo esatto – ortodosso -di fare il segno di croce: è probabile, quindi, che proprio al suo tempo (circa 1209\16), i cattolici avessero iniziato a fare il segno di croce al contrario, e con la mano aperta. La nuova moda diventa poi obbligatoria per ordine di Camillo Borghese (papa Pio V, 1605\21).

 

 

Le chiese

Tutte le chiese antiche sono orientate, costruite in modo che si possa pregare guardando ad Oriente: Cristo è il sole che sorge sulle tenebre del mondo. Anche quando – in Occidente – si perse questa abitudine, almeno gli altari erano disposti in modo più o meno corretto: solo attorno al 1970 i cattolici hanno ‘ribaltato’ gli altari (spesso demolendo quelli d’un tempo) e distrutto le balaustre (ultima traccia della iconòstasi, la struttura che nelle chiese ortodosse separa la navata dall’altare).

 

Le statue

Dopo essersi separati dalla Chiesa ortodossa, i cattolici cominciano a decorare l’esterno degli edifici di culto con bassorilievi e statue (vedi le chiese gotiche). Il gusto teatrale dell’arte rinascimentale e barocca, impone poi la moda delle statue anche all’interno di chiese e case. La moda è favorita, nel 16° secolo, dalle prime scoperte archeologiche: Michelangelo, per raffigurare Cristo Giudice sull’altare della Cappella Sistina, copia una statua classica del dio Apollo (l’Apollo del Belvedere). La diffusione delle statue tra i cattolici è favorita anche dall’abbandono dell’arte sacra che diventa “arte religiosa” (Giotto) e poi “arte a soggetto religioso” per annullarsi, infine, in arte astratta dalla realtà.

 

Gli azzimi

La Chiesa ortodossa conserva l’uso di Cristo stesso che – nella mistica Cena – “prese il pane, lo spezzò…”. Alla fine del 9° secolo i Franchi, in- vece, impongono ai cristiani d’Occidente l’uso di gallette o cialde non lievitate al posto del pane: volevano un’altra Chiesa, una Chiesa senza sale e senza lievito o, meglio, lievitata solo dai loro dogmi.

Abbandonata così la tradizione, si diffonde l’uso di celebrare l’Eucaristia con le ostie; il calice è negato al popolo e la comunione è rarefatta. In cambio della comunione, tra 1196 e 1208, a Pa- rigi si introduce l’uso di far vedere l’ostia durante la Messa e (attorno al 1296) l’elevazione del cali- ce: il popolo si limita a guardare.

 

Il battesimo

Battesimoè parola greca e vuoi dire: Immersione. L’uso ortodosso è quello d’immergere nell’acqua il battezzando: come Giovanni che immerge Cristo nel fiume Giordano. Attorno al 1500, i cattolici sostituiscono l’immersione con un’aspersione sul capo del battezzando. Nella stessa epoca, il sacramento della “Illuminazione” spirituale è smembrato in tre momenti distinti: l’Eucaristia è rinviata all’Età della ragione (e si nega la comunione proprio agli innocenti); la Cresima è rInviata all’età adulta (o trascurata del tutto). La Chiesa ortodossa conserva l’antico uso di ammini- strare nella stessa celebrazione battesimo, cresi- ma e (prima) comunione.

 

Il celibato

Il divieto al sacerdote di avere legittima moglie e figli legittimi, imposto dopo il 12° secolo con la forza, trae origine da un’aberrante abitudine dei Franchi. Il barone, il conte, ecc., si riteneva proprietario della chiesa che sorgeva nel suo feudo e ne riscuoteva offerte e rendite, col solo obbligo del sostentamento del clero. Per risparmiare, il signorotto medievale assumeva come parroco un sacerdote a condizione che non avesse moglie legittima (convivente e bastardi non avevano diritto ad ‘assegni familiari’). Nella Chiesa ortodossa, invece, ricevono l’ordinazione sacerdotale di solito solo persone mature che hanno già formato una famiglia.

 

Il Filioque

Cristo, parlando del Santo Spirito, ha spiegato chiaramente che questi procede dal Padre (Giovanni 14, 26). I primi due Concili Ecumenici (Nicea, 325; Costantinopoli, 381) formularono il Credo utilizzando le stesse parole di Cristo: “(Credo)… nello Spirito, il Santo, il Signore, il Datore di Vita, che procede dal Padre, che con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato…” Fondendo – e confondendo – la natura dello Spirito (chi è?) con l’attività del Figlio (che manda lo Spirito), i chierici di Carlomagno affermarono che lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio (“Filioque”). Lo Spirito Santo sarebbe, così, una specie di dio minore o di intruso. La mostruosa eresia del Filioque fu dapprima condannata e combattuta dai papi di Roma: il Credo fu modificato solo attorno al 1014.

 

La confessione

La confessione è un dialogo medicinale con il proprio Padre spirituale. Tra i cattolici, invece, è un “processo”: inizialmente, sono monaci irlandesi che – nel tardo Medioevo – diffondono l’idea che il sacerdote è un giudice cui bisogna confessare le proprie colpe per riceverne il condono dopo aver espiato la pena. Più tardi – 14° secolo – si diffonde l’idea che, tuttavia, il condono completo dei propri peccati si può ricevere solo grazie alle “indulgenze” o dopo aver scontato anni di “Purgatorio”.

 

Le indulgenze

Ottenuto il controllo militare sulla cristianità occidentale, il Papato estende il suo dominio sull’al di là, sottraendo i morti al Giudizio di Dio. Nella mentalità dell’epoca – l’epoca dei mercanti veneziani e dei grandi banchieri fiorentini – si comincia ad affermare che Il Papa possiede l’amministrazione di un immenso tesoro: i meriti guadagnati (!) dalla Vergine Maria, dai santi e dai fedeli tutti. Il Papa amministra, a sua discrezione, gli interessi maturati sul capitale, su questi “risparmi”, versandoli come indulgenze a Tizio o Caio, per coprire il debito che essi hanno con- tratto nei confronti di Dio con i loro peccati e che, altrimenti, avrebbero dovuto scontare In “Purgatorio”.

Nel 1300 nasce la pratica dell’Anno Santo: in quell’anno, ottiene il condono chiunque si reca in pellegrinaggio a Roma, portando una congrua offerta.

 

Il Purgatorio

L’affare delle Indulgenze non avrebbe avuto successo senza il dogma del Purgatorio: il conte di Lavagna Sinibaldo Fieschi (papa Innocenzo IV, 1253\61) comincia a insegnare che i defunti – In attesa del Giudizio di cui parla Cristo – subiscono un Giudizio particolare, un processo di primo grado in attesa della Corte d’Appello o della Cassazione (il Giudizio universale). Il conte di Lavagna insegna così a Cristo il “Codice di Procedura”: il giudice-Cristo, in primo grado, deve condannare a un periodo di detenzione in un luogo purgatorio, periodo che può essere accorciato grazie alle amnistie (indulgenze) concesse dal Papa, in attesa di un processo di secondo grado.

 

Il Peccato Originale

Per reggere, il dogma del Purgatorio aveva bisogno d’essere puntellato da qualcos’altro: non esiste, infatti, alcun passo della Bibbia che ne parli.

Allora si comincia a dire che l’uomo non è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, ma difettoso (come se Dio possa creare qualcosa d’imperfetto): Adamo è stato creato da Dio in modo tale da peccare inevitabilmente (“non poteva non peccare”) e Il peccato d’Adamo si tra- smette a tutti gli uomini (non si sa se perché tutte le anime sono pezzetti dell’anima d’Adamo o, come un contagio, per via sessuale).

La Sacra Scrittura (Romani 5, 12), in verità afferma: “Attraverso un solo uomo il peccato entrò nel mondo e, a causa del peccato, la morte. Così la morte ha raggiunto tutti gli uomini: perciò tutti peccano”. Il testo della Scrittura fu quindi manipolato: “A causa di un solo uomo il peccato entrò nel mondo e, insieme al peccato, la morte; così la morte ha raggiunto tutti gli uomini perché tutti peccarono”. (“Adamo ha peccato e perciò tutti peccano”, s’intende come: “Adamo ha peccato e in lui tutti peccarono”).

 

L’Immacolata Concezione

Dopo aver creato il dogma del Peccato originale, ci si rende conto d’aver fatto un pasticcio: anche la tutta santa Madre di Dio era “difettosa”?

Il conte Giovanni Maria Mastai Ferretti (papa Pio IX, 1846\78) escogita allora un nuovo dogma: nel 1854 dichiara che Maria è nata in modo straordinario, senza peccato originale, diversamente da tutti gli uomini.

La pezza è peggiore del buco: infatti, il nuovo dogma non spiega che rapporto c’è tra noi e il nostro Salvatore, se Egli è nato da un essere alieno, del tutto diverso dagli altri uomini.

 

L’Assunta

Il dogma del 1854 ha provocato un altro pasticcio: se la Vergine Maria non è una vera donna ma una specie di extra-terrestre, allora vuoi dire che non è morta, come muoiono tutti gli esseri umani e come è morto Cristo.

Trova la soluzione Eugenio Pacelli (papa Pio XII, 1939\58) che, nel 1950, proclama un ennesimo dogma: la Vergine è stata assunta in cielo – si afferma – al termine della sua vita terrena. E’ una furbata, una geniale trovata: ognuno può credere come gli pare (al termine della vita = dopo la morte, oppure = invece di morire).

 

Il Potere del Papa

Nel Medioevo la Curia pontificia diffonde un falso documento, la Donatio Costantini: san Costantino, il primo imperatore cristiano, avrebbe abdicato a favore del Papa; grazie a questo falso nasce lo Stato Pontificio. Conquistato dagli italiani nel 1870, il Regno del Papa (!) si riduce a pochi chilometri quadrati (la Città del Vaticano).

Spogliato del Potere temporale, il conte Giovanni Maria Mastai Ferretti (papa Pio IX) proclama allora come dogma il proprio Primato su tutte le Chiese del mondo e la propria Infallibilità. Tale dogma insegna che il Papa non sbaglia mai, per il fatto stesso che è Papa: anche se la Chiesa intera non è d’accordo (letteralmente: ex sese, non autem ex consensu Ecclesiae).

Un dogma paradossale: la Chiesa – il corpo di Cristo – diventa un mostro a due teste: Cristo e il Papa.

Una bizzarra auto-certificazione: lo stesso Papa dichiara, con valore retroattivo, che il Papa è infallibile.

Un dogma senza fondamento sulle Sacre Scritture e sconosciuto dalla Tradizione, anzi smentito dalla storia: papa Liberio (352\5) scomunicò sant’Atanasio il Grande, rinnegando il I Concilio Ecumenico; Zosimo (417\8) fu costretto a scrivere una Lettera Tractoria, per ritrattare, smentire se stesso; Vigilio, eletto papa (536) da una fazione dissidente dal legittimo papa Silverio, per circa venti anni aderì a tutto e al contrario di tutto, firmando alternativamente dichiarazioni ortodosse e dichiarazioni eretiche, a secondo della convenienza politica del momento; Onorio (625\38) fu solennemente scomunicato come eretico dal 6° Concilio Ecumenico (un tempo tutti i papi, al momento dell’elezione, rinnovavano la condanna del loro predecessore); nell’896 un Concilio presieduto da papa Stefano VI condannò come illegale il pontificato di papa Formoso (891\6): il cadavere di questi fu esumato e buttato nel Tevere… Senza ignorare che sino al 1451 i cattolici spesso si sono trovati ad avere contemporaneamente due, anche tre papi diversi, che si scomunicavano tra loro (perciò fu necessario inventare la distinzione tra papi e antipapi), trascinando in guerre sanguinose l’intera Europa Occidentale.

 

Gli Scismi

La Chiesa ortodossa non ha mai avuto bisogno di modifiche: un cattolico non riuscirebbe a dir messa con un messale stampato 10 anni fa; un sacerdote ortodosso può celebrare con un ‘messale’ scritto a mano 1.500 anni fa.

Dopo essersi separati dagli ortodossi, i cattolici sono stati costretti a fare continue riforme: quella di Gregorio VII è del 1073\85 e già nel 1209 c’è bisogno della riforma francescana; nel 1565 parte la riforma del Concilio di Trento e meno di quattro secoli dopo c’è già bisogno d’una nuova riforma…

Nonostante i continui aggiornamenti, i cattolici si sono separati tra loro in un numero infinito di gruppi: Valdesi, Anglicani, Evangelici… sino ad arrivare ai Mormoni o ai ‘Testimoni di Geova’ che è persino difficile considerare cristiani; centinaia di Fedi diverse e in contrasto tra loro.

L’Ortodossia non conosce divisioni dottrinarie: ortodossi greci, americani, bulgari, giapponesi, italiani ecc. hanno diocesi, lingue, tradizioni diverse, appartengono a culture, sistemi politici e Stati diversi ma hanno tutti la stessa, unica fede.